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Sunday, April 3, 2011

Pierobon F042 hstreet

La Pierobon è un'azienda bolognese che si occupa dello studio e della realizzazione di attrezzature e componenti per moto da competizione. La presenza sui campi da gara ha permesso a questa engineering di ottenere molte soddisfazioni in ambito agonistico (vedi campionato Supertwin), di proporre parti speciali per le bicilindriche Ducati e dal 2006 anche moto complete.

La moto di cui vi parlo oggi si chiama "F042 hstreet", ultima evoluzione in senso stradale delle bicilindriche Pierobon, che mi ha colpito molto per le sue linee pulite e per essere una via di mezzo tra la Ducati Monster e la storica SS, quest'ultima chiesta a gran voce ancora oggi dagli appassionati delle rosse di Borgo Panigale.

Dal punto di vista tecnico la novità principale è rappresentata dal telaio in alluminio a traliccio costituito da tubi ed elementi ricavati dal pieno. Davvero caratteristico l' "arco" del telaio che sembra abbracciare il cilindro posteriore.
Il twin Ducati a due valvole, che è possibile installare all'interno del telaio in tutte le cilindrate, assume funzione portante. I dati tecnici parlano di una bicilindrica che pesa 140 Kg, ha un'inclinazione dello sterzo di 23,5° e 1390 mm di interasse.

Per avere la F042 hstreet esistono due strade: o avere già in casa un motore Ducati due valvole, consegnarlo a Pierobon per l'allestimento della moto secondo i propri gusti, con relativo esborso di 3.680 euro per l'omologazione, oppure acquistare direttamente la moto completa, venduta su richiesta e fatta a mano, a 19.980 euro.

I prezzi rappresentano però esclusivamente un punto di partenza: l'allestimento può variare a seconda delle parti speciali, presenti nel vasto catalogo Pierobon, che si intendono installare a bordo della propria moto.

FrancèPS: le immagini ritraggono la F042 in due versioni.






Pierobon F042 hstreet "HF":







Foto: Pierobon

Sunday, December 14, 2008

Hyde Harrier Jubilee 2008

La Hyde Harrier, nasce dalla collaborazione tra due importanti nomi dell'industria motociclistica britannica, la Harris Performance, atelier molto famoso nelle competizioni per la realizzazione di telai e ciclistiche sopraffine, e Norman Hyde, tecnico inglese che ha collaborato attivamente alla progettazione e allo sviluppo dei tricilindrici Triumph della serie Trident 750 cc dei primi anni '70, nella vecchia sede Triumph di Meriden.
La loro unione diede vita negli anni '70 ad una moto molto particolare, caratterizzata dal pepato tricilindrico inglese preparato da Norman e dalla ciclistica di Lester e Steve Harris. In basso è possibile osservarla in tutto il suo splendore:



Le figure che hanno lavorato alla realizzazione della tricilindrica sono le stesse che hanno creato la bicilindrica oggetto del post, denominata Jubilee, che celebra i 21 anni del sodalizio tra Hyde e Harris e contemporaneamente il cinquantenario della Triumph Bonneville.
Il bicilindrico che equipaggia questa cafè racer è il conosciuto twin di 865 cc della nuova serie della Bonnie, rivisto in alcuni particolari come i bellissimi scarichi conici splendidamente rifiniti. Oltre al telaio completamente rivisto, gli altri splendidi particolari degni di nota risiedono nelle nuove sovrastrutture e nel nuovo serbatoio, nella forcella e nei due ammortizzatori Ohlins, nei cerchi Dymag, e nelle pinze ad attacco radiale firmate AP.
Volevo farvi notare il nuovo forcellone che ospita una ruota posteriore di dimensioni maggiori e anche l'intreccio dei tubi del nuovo telaio, elemento che caratterizza tutta la moto.
La particolarità di questo progetto risiede essenzialmente nella possibilità di acquistare il kit per trasformare la vostra bicilindrica della serie Bonneville in una Hyde Harrier...con risultati davvero eccezionali!





Foto: Hyde Harrier

Saturday, November 1, 2008

Nortorious by Goldammer Cycle Works

Mi ero promesso di mostrarvi questa fantastica special solo nel caso in cui avessi trovato immagini adeguate e con una risoluzione sufficiente. La Nortorious del canadese Roger Goldammer, titolare della Goldammer Cycle Works, è una delle più belle realizzazioni create artigianalmente che mi sia mai capitato di vedere. Sappiate che Roger Goldammer è due volte campione del mondo di Custom Bike Building e anche campione in carica canadese. Oltre alla Nortorious, ha creato anche altri capolavori che vi consiglio di andare a vedere sul suo sito web, seguendo il link in basso.

Ispirata alla mitica Norton Manx, probabilmente la moto da corsa più celebre mai esistita, la Nortorious è davvero innovativa anche sotto il profilo tecnico. Spinta da un motore monocilindrico di 965 cc, ricavato "tagliando" un bicilindrico Harley Davidson, questo propulsore è stato bilanciato internamente ed è stato equipaggiato con testa e pistone più performanti. L'albero a camme è stato disegnato e realizzato appositamente da Roger Goldammer e l'altra particolarità di questo monocilindrico risiede nella sovralimentazione tramite compressore e turbina, capace di girare a circa 120000 giri/min. I cavalli erogati da questo propulsore sono circa 83 a circa 6400 giri/min.

Oltre al motore, particolare attenzione è stata posta nella realizzazione del telaio, creato dalla Goldammer Cycle Works, che riprende le forme del famosissimo telaio Norton "featherbed" (letto di piume). Una delle particolarità di questo capolavoro, che voglio assolutamente mostrarvi, risiede nella particolare forma del mozzo anteriore e di quello posteriore. Riprendendo infatti la particolare conformazione delle ruote dotate di freni a tamburo, è stato creato un alloggiamento (ricavato dal pieno e lavorato con macchine a controllo numerico) all'interno della ruota anteriore per ospitare un più moderno freno a disco. Questo tipo di soluzione è davvero intonatissimo allo stile classico della moto, e mi congratulo davvero con l'ideatore non solo per la realizzazione ma anche per il notevole impatto visivo che dona alla moto. Al posteriore si è utilizzato lo stesso schema.
Le sovrastrutture della Nortorious sono interamente lavorate in alluminio. Pensate, che le uniche verniciature consistono nelle decals applicate ai lati della moto. Il serbatoio, è stato quindi interamente lavorato a mano ed è tanto curato da sembrare verniciato!

Nonostante il settore delle monocilindriche abbia ultimamente recuperato consensi, proposte chiaramente ispirate al passato sono ancora assenti nei listini delle case. Probabilmente, allestire qualche modello per vedere l'accoglienza dei motociclisti non sarebbe affatto male, soprattutto se questi prodotti fossero dotati di appeal come nel caso della Nortorious.

Non penso che questa special potrà mai essere commercializzata...probabilmente l'unica alternativa per entrarne in possesso potrebbe essere quella di commissionare un esemplare alla Goldammer Cycle Works. Sperando anche che possa anche essere omologato per l'uso stradale...

Francè


Link: Goldammer Cycle Works

















Foto: moto por moto e Cafè Racer Club

Friday, May 30, 2008

Derbi Mulhacèn 659

Al salone di Monaco del 2004 la Derbi, nota azienda spagnola acquisita dalla Piaggio tempo fa e specializzata in scooter e moto di cilindrata ridotta, stupì il mondo intero con una scrambler molto originale. Questa moto ha rappresentato un evento storico per la casa spagnola perchè ha adottato, per la prima volta nella storia della Derbi, una cilindrata "importante". Denominata Mulhacèn 659, fu disegnata da Klaus Nennevitz, che interpretò al meglio il concetto di scrambler, evolvendolo in chiave stradale e moderna. L'ispirazione che ha dato i natali alla Mulhacèn è scaturita dal notevole amore che questo disegnatore ha per le moto da dirt-track e di cui, in varie occasioni, vi ho già parlato. Notate la particolare posizione dell'ammortizzatore posteriore, posizionato sul lato destro, che rende questa moto originale anche dal lato tecnico. Dal lato sinistro, invece, spicca l'enorme silenziatore di scarico che fa il verso alle già citate moto da dirt track e scrambler.

La moto, in Italia disponibile attualmente solo in una particolare versione che vi illustro di seguito, è dotata del monocilindrico Yamaha-Minarelli di 660 cc che oggi è possibile trovare con opportune modifiche anche su varie moto di altre due case quali l'Aprilia e la Yamaha. I freni sono Brembo e all'anteriore spicca una soluzione molto in voga sulle moto da corsa: l'attacco radiale della pinza. Le sospensioni prevedono all'anteriore un'unità Marzocchi upside down da 43 mm e un monoammortizzatore Sachs.

Derbi Mulhacen 659 2005:






Al Salone di Milano del 2006, la Derbi propose tre versioni di questa moto: la Mulhacèn Hot Bob, la Mulhacèn X-Vision e la Mulhacèn Cafè. La prima era un esercizio stilistico che ha trasformato questa moto in un mezzo che si ispirava alle moto che corrono le gare di accelerazione. Notate la posizione dei fari, lo scarico Supertrapp e il contagiri centrale.

Derbi Mulhacèn Hot Bob Prototype:



La Mulhacèn X-Vision, invece, si proponeva di adottare soluzioni hi-tech che consistevano fondamentalmente nell'adottare un sistema di microcamere che mostravano ciò che avveniva dietro la moto, su uno schermo LCD, montato sul manubrio. Al Salone la moto era esposta in una livrea gialla e con lo scarico tradizionale, mentre in rete ci sono foto della moto in grigio con lo scarico Supertrapp. Le propongo entrambe.

Derbi Mulhacèn X-Vision Prototype:





La Mulhacèn Cafè era una rivisitazione sul tema cafè-racer, ovviamente adattata a questa particolare moto. Spiccavano i cerchi in lega, le gomme stradali e la livrea all black che non solo snelliva la moto ma la rendeva anche particolarmente aggressiva. E' l'unica delle tre moto che ha visto la commercializzazione.

Derbi Mulhacèn Cafè 2007-2008:

Da quest'anno la versione Cafè è anche disponibile in una bella livrea, in edizione limitata, dedicata alle "Red Bullets" (proiettili rossi), il soprannome dato alle Derbi guidate da Angel Nieto che è stato il primo pilota a regalare alla casa spagnola un titolo iridato. Non mi risulta che questa versione sia importata in Italia.

Derbi Mulhacèn 659 Angel Nieto Replica Limited Edition 2008:





La proposta della Derbi, a mio avviso è molto azzeccata, però in Italia non ha riscosso molto successo. Questo è avvenuto a mio avviso, un pò per ragioni di marchio, prevalentemente indirizzato ad un pubblico giovane, e un pò perchè il pubblico non ha accettato le sue linee. In Spagna la moto continua ad essere commercializzata nella versione normale e in quella Cafè.


Scheda tecnica

Motore: monocilindrico 4T 4V Iniezione Elettronica EURO 3
Alesaggio x corsa: 100 x 84 mm
Cilindrata: 659,7 cc
Carburatore: iniezione elettronica Nippondenso con aria secondaria. Corpo farfallato da 44mm.
Raffreddamento: a liquido
Avviamento: elettrico
Rapporto di compressione: 10:1
Sistema di lubrificazione: carter a secco
Accensione: elettronico CDI
Trasmissione primaria: a ingranaggi
Frizione: dischi multipli
Cambio: 5 velocità
Sospensione anteriore: forcella rovesciata da 43 mm - corsa 120 mm
Sospensione posteriore: monoammortizzatore idraulico con biellismo progressivo. Corsa 120 mm
Pneumatici: anteriore 110/60 x 17” - posteriore 160/60 x 17”
Freno anteriore: disco da 320 mm
Freno posteriore: disco da 245 mm
Interasse: 1.390 mm
Altezza massima: 1.072 mm
Larghezza massima: 1.109 mm
Lunghezza totale: 1.998 mm
Altezza sella: 810 mm
Capacita’ serbatoio: 13 L
Peso a secco: 164 Kg
Prezzo (versione Cafè) : 6700 euro

Foto: Derbi, Autocity, Motocafe, Megamodo, e Moto-Station

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