Showing posts with label Cagiva. Show all posts
Showing posts with label Cagiva. Show all posts

Thursday, August 18, 2011

Ultimo saluto a Claudio Castiglioni

"Certo tu dovresti fare un monumento a Claudio Castiglioni che nell'84 quasi ti regalò l'esclusiva dell'importazione".

"Lo dico sempre: per me Claudio è più che un padre. Impazzisco d'amore per lui. Come industriale è un dramma, ma è un uomo stupendo. Fare la 916 e quindi anni dopo creare la F4 è qualcosa di unico nella storia della motocicletta. Un miracolo che non si fa con l'intelligenza industriale o la tecnica. Si fa con un fiasco di vino, il cuore e nessun tipo di preoccupazione economica nella testa".



"Si fa anche con Tamburini".

"Grande coppia. Due artisti, ma una vera associazione a delinquere sul piano industriale. Del resto il grande artista non è mai un bravo amministratore del proprio talento, si rovina, si droga, muore alcolizzato. Però è un grande artista. Non si può avere tutto dalla vita."





Le dichiarazioni di Carlo Talamo su Claudio Castiglioni, apparse in un'intervista sulla rivista Motociclismo del Luglio 2001, sono forse quelle che meglio sintetizzano l'attività dell'imprenditore varesino che sin dal 1978, anno in cui ha esordito nel motociclismo, ha dato moltissimo a questo mondo.



Alla guida della Cagiva fondata dal padre Giovanni ha resuscitato la Ducati, ha dato nuova vita alla MV Agusta e ha vinto nella Dakar, nella SBK e nella classe 500. Le molte imprese di questo appassionato, ancor prima che manager, hanno visto anche nascere delle motociclette sensazionali tra cui cito su tutte, Ducati 916 e MV Agusta F4.



In un motociclismo sempre più dettato da calcoli, numeri e marketing la perdita di Claudio Castiglioni credo proprio si farà sentire, soprattutto per chi ha sognato, amato e guidato le "sue" motociclette, come il sottoscritto.

Chiudo il post con una citazione di Claudio trovata in rete: "Le moto sono oggetti che fanno sognare. Hanno colori e suoni diversi, hanno forme che rivelano l’ispirazione di chi le ha concepite. A volte queste creazioni sono autentici oggetti d’arte motoristica che trasformano il progettista in artista."



Arrivederci Claudio



Francè













Video: YouTube

Tuesday, December 29, 2009

Photo #44 - Cagiva 500 C593 John Kocinski 1993

Splendida foto, in bianco, nero e...rosso di una delle più belle racer di tutti i tempi, realizzata dall'Ingegno, dalla Passione e dall'Amore degli italiani per quella meravigliosa forma metallica, dotata di Anima, che prende il nome di Motocicletta.

Semplicemente Superba!

Francè



Foto: Flickr

Friday, February 20, 2009

Cagiva

La Cagiva (la cui parola deriva dall'unione di CAstiglioni GIovanni VArese) è un altro grande patrimonio del motociclismo italiano.
Fondata nel 1950 da Giovanni Castiglioni, la Cagiva entra nel settore motociclistico nel 1978 ed ha segnato in maniera indissolubile, sia attraverso le competizioni che attraverso le moto prodotte, gli anni motociclistici '80 e '90.

Nel 1985 la Cagiva acquisì marchi molto prestigiosi come Morini, Husqvarna e Ducati e soprattutto per lo sviluppo della casa di Borgo Panigale, attraverso l'ausilio di designer capaci come Tamburini e Galluzzi, il marchio di Varese ebbe un'importanza fondamentale.
Il marchio dell'elefantino, simbolo della Cagiva, fu protagonista nelle più svariate competizioni motociclistiche che portarono alla conquista di titoli mondiali nel cross, e anche a successi prestigiosi nella gara africana Parigi-Dakar con l'italiano Edi Orioli.
Impossibile non menzionare anche la fantastica avventura della casa di Varese nel mondiale 500, massima espressione del motociclismo, purtroppo conclusasi nel 1994 e senza alcun titolo mondiale. Il ritiro dal mondiale 500, fu "compensato" però dall'annuncio di un importantissimo ritorno sulla scena mondiale di un marchio davvero molto prestigioso: la MV Agusta.

John Kocinski 1994:


Per quanto riguarda l'ambito produttivo, la Cagiva è famosa per alcune bicilindriche motorizzate Ducati tra cui la mitica "nave del deserto" Elefant 900, per le pepatissime monocilindriche C12 Freccia e Mito 125, e per le recenti e poco vendute bicilindriche motorizzate Suzuki, della serie Raptor.

I problemi economici che hanno a più riprese afflitto la casa varesina, portarono prima alla cessione della Ducati nel 1995 e in seguito, nel 2007 e 2008 alla vendita rispettivamente dei marchi Husqvarna alla tedesca BMW, ed MV Agusta (diventata negli anni la società a cui facevano capo gli altri marchi del gruppo) e Cagiva all'americana Harley-Davidson.
Dopo l'acquisto dei marchi MV e Cagiva da parte dell'Harley, il marchio dell'elefantino sembrava dovesse scomparire del tutto. I vertici della casa americana hanno però garantito che questo storico marchio avrà un futuro e quindi è impossibile non pensare ad eventuali sviluppi sulla base di queste dichiarazioni.
Attualmente la produzione Cagiva si basa sulla Mito SP 525, monocilindrica due tempi ispirata alla C594 500 di John Kocinski guidata nel 1994, e sulla Raptor 125, naked basata sulla meccanica della sorella carenata.

Cosi come nel caso della Laverda, non penso ci sia modo migliore di immaginare la Cagiva che verrà con delle splendide realizzazioni realizzate da Oberdan Bezzi.
Data la possibilità di utilizzare motori "esteri", senza rischio di profanazione del marchio, Oberdan ha scelto un bicilindrico già presente in casa Harley: il bicilindrico austriaco Rotax di 1125 cc a V di 72° già presente su alcune Buell, denominato "Helicon" e capace di circa 146 cv.

Buell-Rotax "Helicon":




Cagiva "Schiranna" V2 1125
Per la prima carenata "oversize" marchiata Cagiva, Oberdan ha disegnato una sportiva che ha il compito di contrastare le varie Ducati e Aprilia sul loro terreno preferito: quello delle carenate.
La "Schiranna", pur essendo una race replica dotata di sospensioni Marzocchi e freni Brembo e soprattutto costruita con qualità tutta italiana, non mira a competere con le versioni superaccessoriate di 1198 e RSV4, proprio per lasciare campo libero alla MV Agusta di intraprendere questa "sfida". Telaio misto traliccio e alluminio pressofuso, bicilindrico Buell rivisto per garantire maggior "cattiveria", sono gli elementi distintivi di questa erede virtuale dell'ormai "defunta" Aprilia RSV 1000.



Cagiva Elefant 1125
Un motore come il Buell Rotax si adatterebbe benissimo alla nuova endurona stradale della Cagiva chiamata, come la sua antenata, Elefant.
La moto nasce per contrastare le molteplici rivali che popolano questo segmento, e soprattutto per dare filo da torcere all'intramontabile e vendutissima Bmw GS, all'apprezzata Ktm Adventure 990 e alla nuova Moto Guzzi Stelvio 1200.
Come nel caso della Schiranna, anche l'Elefant è dotata di componenti di ottima qualità come i freni Brembo e di un telaio misto in tubi con elementi in alluminio pressofuso. Prezzo adeguato alla qualità della moto e immancabile nei listini la mitica colorazione Lucky Explorer con una piccola spesa aggiuntiva.


Bentornata Cagiva!

Francè




Disegni: Motosketches
Foto: Buell, Motorcycle Usa e Motorcycle Racing Heroes of the Past

Popular Posts