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Tuesday, September 27, 2011

Pubblicità H-D Road King 1340 1993


"La Harley-Davidson Road King 1340
figlia (o nipote se preferite) di quella stessa Electra Glide che durante
gli anni '60
raccoglieva attorno a sè piccole folle di curiosi.
Figlia di quella stessa Harley
che non aveva difetti ma caratteristiche,

che non perdeva olio ma segnava il territorio,

che non vibrava ma viveva,
che aveva freni efficaci a patto di avere mani potenti,

che aveva il fascino enorme del suo essere differente.

Del suo disinteresse per quel che accadeva nel mondo attorno.

Sono passati trent'anni e le persone si sono abituate ad ottenere
dagli oggetti prestazioni
efficaci e design moderno, filante,
senza carattere per poter piacere a tutti.

Lei, l'Harley, se ne frega del design, resta se stessa, piaccia o no.

Ma perchè tutto possa restare uguale
in un mondo assolutamente diverso

è diventata più gentile con la gente.

Il massaggione del grosso bicilindrico montato su tamponi di gomma

ha preso il posto delle vecchie e nostalgiche vibrazioni,

l'olio corre ancora per i cento chilometri
di tubi e condotti che attraversano

il più grosso motore motociclistico della terra,
ma resta rigorosamente dentro.

I freni, tre a disco, non obbligano più calli & palestra.

Il fascino, quello è rimasto intatto, come il disinteresse

per le linee tese e modernissime
delle tante motociclette che sfrecciano,

irriconoscibili, per le nostre città.
"

Carlo Talamo


Foto: Fedro Triple

Sunday, July 3, 2011

Pubblicità H-D Dyna Wide Glide 1995


"Ci sono motociclette nate direttamente all'inferno.
Dannate ancor prima di esistere.

Queste motociclette sono basse. Vibrano molto.
Quando passano nella notte sono come un vento di tempesta.
Sono nere.
Ma brillano nella luce incerta delle periferie.

Queste motociclette hanno chilometri ed anima.

Danno emozione.
Ti accompagnano per una vita. Se soltanto lo vorrai.
La disperazione che portano viene da lontano.
Da un mondo che era già prima che nascessimo.
Le Harley.
Qualcuno le imita.
Ma il cuore, l'anima, la forza, la disperazione, l'emozione,
gli spazi ed il passato non si possono imitare.
Eppure c'è una Harley che dall'Harley ha imparato molto.
Si chiama Wide Glide.

Ha lasciato indietro disperazione e solitudine.
E vibrazioni.
E' rimasta bassa. Lunga. Poderosa.

E' rimasto il cuore. Ed il suono. E le cromature.
E' una Harley-Davidson.

Che viaggia più veloce.

Che ha imparato dall'inferno.

E guidarla è un paradiso."


Carlo Talamo



Foto: Fedro Triple

Wednesday, May 18, 2011

Pubblicità H-D Heritage Springer 1998


"L'avete vista? Ma l'avete vista bene?
Vi sembra di averla già vista?
Beh, potrebbe essere.
In effetti una Harley proprio uguale a questa è uscita nel 1940.
Ma quella che state guardando è la nuova (proprio cosi) Heritage Springer 1340.
Tanto acciaio. Chilometri quadri di cuoio e pelle.
E la verniciatura più profonda e splendente che possiate immaginare.
Ora voi parlerete di tecnologia e computer,
e del mondo moderno e di tutte queste cose che hanno a che fare col futuro.
Beh, una Harley bisogna guidarla per capire.
Per capire che il futuro era già in casa Harley più di cinquant'anni fa.
E non si deve essere mosso granchè, perchè guidare una Harley-Davidson
è ancora oggi una esperienza magica.
Una esperienza che la scienza non sa spiegare.
Chiedete alla vostra concessionaria Numero Uno di potere fare un girozzo su una Harley."

Carlo Talamo

Foto: Fedro Triple

Tuesday, March 29, 2011

Pubblicità H-D Low Rider Custom 1987

"Cento marche, mille modelli, milioni di scelte possibili.
Scelte che dureranno, oppure vecchie dopo un giorno.
Decidete voi.

In fondo a questa pagina due cose: una motocicletta ed un uomo.

La motocicletta è una Low Rider Custom '87.

E' una Harley-Davidson.

Fa parte di quella stessa famiglia di bicilindriche americane

che dal 1903 girano per la terra.

Senza invecchiare, senza passare di moda,

senza essere vecchio modello dopo tre mesi.

Mantenendo sempre altissimo, in tutto il mondo, il valore dell'usato.

Pensateci.

L'uomo sono io.

Da sempre sulle motociclette di tutti i tipi.

Da anni fedele ad una stessa marca.

Oggi la mia vita è la Numero Uno, che attraverso il suo orgoglioso nome,
importa in Italia le Harley-Davidson.
Se vi piace un'Harley-Davidson adesso potete comprarla con serenità.

E' una motocicletta costosa e splendida che vi ripagherà nel tempo,

restando con voi sempre nuova ed attuale.

Avete ricambi, accessori, assistenza e garanzia. Senza problemi.

Ma, se un problema ci sarà, potrete telefonare e parlare con me.

Non sono parole.

La mia testa è qui sul piatto, l'impegno è forte.

E la mia faccia è qui davanti a voi."


Carlo Talamo

Friday, February 25, 2011

Talamo #33


"C'è un ponte.

Questo ponte sta sopra un'autostrada muta.

Sull'asfalto, delle righe bianche, come addormentate.
Attorno è buio.
Sul ponte c'è una motocicletta.

Accanto un uomo.

Ogni tanto, da lontano, cresce un suono.
Che diventa sibilo e poi tuono.

Che dopo un attimo va a perdersi laggiù nella notte.

O nella nebbia che certamente riposa più in là.
Sul ponte nessuno.

Solo l'uomo. E la forma scura della sua motocicletta.

Questa morocicletta ha motore potente ed aspetto tranquillo.

Potrebbe essere molto vecchia.

Sotto alla motocicletta sta un pò d'olio.
Giusto un segno.
Come una carezza.

L'uomo è seduto.
La testa tra le mani guarda l'autostrada.
Ma forse non vede.
Piccole automobili adesso passano velocissime.

Una distanza che non sa dire, sta tra lui e le lucine che
corrono via più in là.

L'uomo una volta faceva parte di quella corsa disordinata.
Adesso è passato molto tempo da allora."


Carlo Talamo


Foto: Fedro Triple

Friday, January 7, 2011

Pubblicità Triumph Speed Triple 1999

"Carattere indipendente e faccia stropicciata. Occhi sgranati. E vestita come capita. Gli importa poco di quel che pensano gli altri. Quelli normali. Quelli che le motine le costruiscono tutte carine e vestitine per cercare di piacere a tutti. Lei no. Lei piace a pochi. Nella sua essenza fatta di meccanica modernissima e nuda tecnologia. Speed Triple fa parte di quella poco affollata famiglia di motociclette nate per restare nella storia della motocicletta. Tre cilindri, 955 cc, iniezione elettronica, 110 cavalli, una tonnellata di coppia, oltre 220 km all'ora, sei marce, sospensioni fatte di una ultraregolabile forcella anteriore a steli tradizionali (bentornata) e di un forcellone posteriore monobraccio con monoammortizzatore ad azionamento progressivo."


Foto: Fedro Triple

Wednesday, November 24, 2010

Talamo #32


"Motociclette. Migliaia di motociclette.

Belle. Bellissime.

Veloci. Velocissime.

Moderne. Modernissime.

Perfettissime. Ugualissime. Nuovissime.

E il giorno dopo vecchissime.

Carissime.

E il giorno dopo due soldi.

Vorrei fermarmi.

Raccogliermi.

Pensare ad una motocicletta da tenere con me tanto tempo.

Senza vederla invecchiare miseramente nel box.

Senza saperla fuori moda in un minuto.

Voglio una motocicletta che possa crescere con me.

Cambiare assieme a me.

Restando sempre lei.

Sempre lei.

Sempre nuova.

Sempre diversa.

Non voglio più avventure di una settimana.

Cerco stabilità."

Carlo Talamo

Foto: Fedro Triple

Wednesday, September 22, 2010

Talamo #31

"Una Harley.
Una motocicletta dura.
Sta di casa nei film delle bande si senzaddio che violentano l'America.
Nera.

Sinistra.

Delle volte io lo so, il suo aspetto può preoccupare.

Ma poi ascolto il suono di un motore che parla piano.

Una voce cupa e dolce.

Una Harley si avvicina.

Ed a guidarla c'è una donna molto bella.

La cattiveria di due quintali di bielle e ferro
si trasforma
in un'infinita tenerezza.
Colori che accecano.
Cromature che scintillano in una chiara luce invernale.
Io guardo la donna.
E guardo come muove la sua motocicletta.
La delicatezza dei movimenti.
E la bellezza del loro stare insieme.
So poco di filosofia.
E so poco di tante altre cose.
Il sapere alberga certamente in qualche cervello che non è il mio.
Non so dire perchè mi piacciono tanto le Donne.
E le motociclette.
Donne Motori...
Non sarò uno scienziato.
Ma quanto è bello vedere queste ragazze con le loro Harley."

Carlo Talamo

Tuesday, July 6, 2010

Pubblicità Triumph Speed Triple 1996

"Quando le motociclette erano motociclette e gli uomini erano uomini. O se preferite: quando il carattere e la personalità emergono con prepotenza. La Speed Triple è la figlia della passione. Nessun compromesso. La nuda essenza della motocicletta vera. Possente. Perchè ci sono tante motociclette che nascono e muoiono senza lasciare traccia. Ed altre che restano. E resteranno per sempre. Nel cuore degli appassionati e nella storia della motocicletta. E la Speed Triple non è soltanto bellezza animale, ma anche la coppia e l'affidabilità del classico e modernissimo trecilindri Triumph. Eppoi freni potenti. E tutta la tecnologia utile per andare in motocicletta. Su una vera motocicletta."

Speed Triple '96: 3 cilindri 900 cc, 6 marce, 12 valvole. Lire 19.000.000 chiavi in mano.


Foto: Fedro Triple

Monday, May 3, 2010

Talamo #30

"E' quel momento della sera
quando la luce diventa pallida
e le ombre si confondono.
I bianchi e i neri cedono il loro contrasto
ad una scala infinita di grigi.
E' quel momento della sera
che se sei in moto e se sei stanco
e se
non stai attento
finisce che
sbatti il faccione contro un palo.
Ma io sto attento.
Traffico teneramente con la chiave
nascosta in mezzo
al motore
e mi
pare di sentire il gnik dello scatto che comanda
la lucina bianca del faro anteriore.
L'asfalto è scuro e la riga in mezzo gialla.
Non c'è nessuno in giro.
Le curve sono leggere e armoniche.
Mi affido serenamente
alla lealtà di 'sto vecchio telaio
lungo come una giardinetta.
Le curve si susseguono con calma
mentre accarezzo la riga gialla
che si avvicina e poi si allontana e pare giocare
con le vecchie Dunlop un pò
incaratapecorite dal tempo.
Mi incanto a disegnare rotte
costanti e rotonde che uniscono
e raccordano le svolte insensate
di questa bella strada sdraiata nel
nulla di un'isola poco abitata che conosco così bene.
La sera è tiepida.
Il mare è grigio.
Ha i colori distanti
dell'inverno.
Tra poco più di un mese turisti colorati e file di
macchine luccicanti circonderanno ogni pezzettino di spiaggia.
Ma ora ci sono soltanto io.
Ed il suono che riempe l'aria.
C'è una spinta forte e costante
che sento sulle braccia quando esco dalle curve
ed una dopo
l'altra snocciolo le marce col motore che
non sale di giri e la velocità che aumenta dolcemente.
C'è un suono basso, una forza
che non sai da dove viene,
una voce rauca e talvolta incerta,
mille vibrazioni profonde
che scuotono la mia vita e la strada,
c'è l'attenzione che dedico ogni volta
che stringo forte
il frenone davanti,
o quando la frizione chiede ai muscoli
di tendersi intorno all'avambraccio.
C'è un mondo di passione che non so spiegare
C'è qualcosa che ritorna prepotente ogni volta che
prima uno e poi l'altro
si mettono in moto 'sti due cilindroni
che scaldano il mondo intorno a me. "

Carlo Talamo

Wednesday, March 24, 2010

Talamo #29

"Con le fiamme.
E con 'sto manubrione che sparisce nelle nuvole.
Bassa bassa di dietro.
E rigida che fai male all'ossa.
Colla forcelletta alta e esile e quella
ruotina attaccata lì davanti che sembra uno scherzo.
Sembri tutta uno scherzo.
Sembri tutta sbagliata.
Epperò quando poi ti metti in moto e ti sgranchisci
i pistoni nei primi secondi durante i quali l'olio riposa
ancora pigramente chissà dove,
in quel breve tempo io ritrovo
tutti i tuoi perchè.
Che non lo so quali sono.
Che non lo so perchè siamo in tanti ad amarti tanto.
Forse perchè sei strana.
Perchè te ne freghi di tutti.
Perchè vai avanti per la tua strada che ogni tanto
è stata faticosa.
Una lunga salita di asfalto abbandonato.
Io ti spio ogni tanto sai?
Ogni tanto mi dico "Forse oggi non l'amo più".
Aspetto con un pò d'ansia di dovermi abituare a te.
Di non trovare più lo slancio dei nostri primi anni passati assieme.
Quando passavamo le sere assieme seduti in quel
piccolo negozietto dove nessuno entrava mai.
Quei tempi dolci sono lontani e forse, tra cent'anni,
ritorneranno.
E noi saremo ancora qui. Appassionati."

Carlo Talamo

Thursday, January 28, 2010

Talamo #28

"Cominciai a parlare che avevo tre anni.
Beh, si, un pò in ritardo.
E non dissi "Mamma".
"Bruuumm" dissi.
Allora chiamarono il medico.
Mia madre pianse.
Mio padre pensò che ero scemo.
Forse me lo disse. E ci accompagnò due sberle.
A me importava poco di parlare.
Mi piacevano i motori.
Abitavo in campagna.
E mi piaceva il trattore, un Ford azzurro,
che era vecchio vecchio
e faceva Pum Pum Pum quando andava.
A me venivano i brividi.
Ci sono cresciuto coi motori nel cuore.
E più sono grandi, più sono forti, più io gli voglio bene.
Al tempo della scuola non studiavo.
Disegnavo però.
Cilindri, carburatori e marmitte strampalate.
Mio padre era ormai sicuro che ero scemo.
"Non farai mai niente nella vita" mi diceva.
E mi ammollava un paio di sberloni che servivano,
secondo lui, a liberare il meccanismo inceppato della mia idiozia.
Io me ne fregavo.
Ogni giorno di più mi appassionavo
all'odore d'olio della vicina autorimessa.
Tanti motori mi hanno fatto vibrare le ossa.
Io li ho amati. E smontati. E maledetti.
E ho continuato.
E continuo oggi.
Che vivo insieme al più vecchio motore
motociclistico del mondo.
Vivo nel profumo di pistoni grandi come fiaschi.
Mi incanto al suono di valvole che paiono tegami.
Mio padre pensa sempre che sono scemo ma
non mi rifila più ceffoni.
Perchè abitiamo lontani.
Adesso stò a Milano.
In questa Numero Uno che da sei anni importa,
vende, modifica e aggiusta le Harley-Davidson in Italia.
Stò a Milano.
E gioco tutti i giorni.
Ma non faccio più Bruuumm.
Non ad alta voce per lo meno."

Carlo Talamo

Monday, December 21, 2009

Talamo #27

"Un pochettino di luna da guardare stasera.
Un pezzetto di prato dove sdraiarmi un pò.
Un fiore, uno soltanto, da annusare un istante.
Guardo il cielo della notte.
Un sorriso vorrei.
Per scaldare questo grande mondo
che si stende accanto.
Molto poco ho voluto dalla vita.
Molto di più la vita mi ha dato.
E sono felice adesso.
Che guardo attorno.
Che respiro l'aria.
Circondato di semplicità.
Più in là, luccica sul cavalletto, una motocicletta.
Che mi ha dato tanto."

Carlo Talamo

Friday, November 13, 2009

Carlo Talamo - Mi piacciono le pecore. E molto le galline


Così ho iniziato a scrivere poesie (*)

"E' un fatto che il mondo sia un pò stupido.
Così uomini stupidi raccontano cose stupide che piacciono ad altri uomini stupidi. E il tutto ha una sua logica non priva di una certa tenerezza.
Accade spesso che alcuni uomini interrogati sul loro successo si trovino a raccontare cose leggendarie a base di 'grande intuizione' e 'lucida intelligenza' e 'avevo capito prima di tutti'.
Bah. Sono sicuro che chiedendo: "come hai fatto" ad uno che ha vinto la lotteria ci si troverebbe davanti alla sua grande intuizione e lucida intelligenza e storie così. Vincere la lotteria è un fatto di casualità. Fortuna. Ma la condizione essenziale per accedere alla vincita è l'acquisto del biglietto.
Ecco fatto: interrogatemi sul perchè sono riuscito ad avere fortuna nella mia piccola vita e vi dirò che avevo comprato il biglietto della lotteria. Ed ho vinto. Non avevo intuizioni, Ne intelligenza lucida.
E non avevo capito nulla prima degli altri. Altrimenti forse adesso sarei a Papeete invece che a Milano ad importare motociclette. Motociclette che il caso mi aveva fatto incontrare quando non arrivavo neanche alle ginocchia di una Harley-Davidson. E la passione ha trasformato il caso nel lavoro che ha cambiato la mia vita, la mia maniera di essere uomo, il mio stato economico. Quello sociale no che ancora mi metto le dita nel naso e dico parolacce. Come prima.
E la povertà dei miei inizi mi portò a scegliere di non avere una agenzia pubblicitaria per promozionare la mia mercanzia. Decisi di far da solo. E siccome non sapevo cosa fare decisi di scrivere quello che pensavo. Quello che pensavo delle mie motociclette. Di me stesso. Della fidanzatina di quando avevo quattordici anni.
Cose così. Sensa senso. Cose casuali.
E' capitato che queste cose buttate su delle pagine nere pubblicate a caso qua e la sui giornali che mi potevo permettere abbiano trovato persone che le hanno capite. Amate. Rispettate direi. E questo non è successo per caso ma perchè in quelle pubblicità avevo messo me stesso ed il mio cuore ed anche se non lo sapevo allora, c'era un sacco di gente pronta a capire le mie Harley e me.

Carlo Talamo



Questo post lo reputo un pò particolare soprattutto perchè, dopo circa 9 anni di ricerche, sono riuscito ad entrare in possesso del libro di Talamo (foto sopra) "Mi piacciono le pecore. E molto le galline. Dieci anni di pubblicità Harley-Davidson.", pubblicato nel 1995.
Il libro, che racchiude le molte poesie che avete avuto modo di (ri)leggere al Cafè, è stato ristampato quest'anno in un'edizione limitata di 500 copie in vendita presso la concessionaria Numero Uno di Milano che ha festeggiato in questo modo il suo venticinquesimo anniversario.
Sono venuto a conoscenza di questa ristampa in maniera del tutto casuale e voglio ringraziare pubblicamente Vegas De Laroja per la "dritta" che mi ha dato e che vi giro.

Francè


(*) : da Fedro Triple

Foto: Racing Cafè

Monday, October 19, 2009

Talamo #26

"Prima furono soltanto due cilindri.
E un'America senza fine.
Giorni e giorni da un oceano all'altro.
Lungo strade abbandonate.
Polvere e solitudine.
Caldo.
E poi freddo.
Fatica.
Ed Emozione.
Poi furono borse rigide
al posto di gonfie bisacce di cuoio.
Una sella grande
per cancellare la sofferenza di ore infinite.
Poi uno schermo per ripararsi.
E infine in tutta naturalezza fu lei:
Electra Glide.
Una motocicletta vera.
Che ha insegnato la strada a tanti.
Che hanno copiato.
Rovinato.
Hanno aggiunto pagliacciate,
cafonerie e centinaia di chili.
Hanno trasformato le motociclette in cose senza senso.
Lei l'Electra Glide non è cambiata.
E' cresciuta, maturata.
Migliorata.
Ed è rimasta una motocicletta.
Guidabile.
Manovrabile.
Elegante in città
e serena sui più tormentati percorsi di montagna.
Fatta di poche cose.
Molto buone.
Costruita col ferro, l'acciaio, la vetroresina.
Per durare nel tempo.
Costruita a mano con lo stesso aspetto di sempre.
Per non passare di moda dopo una settimana.
Per non invecchiare dopo uno sguardo."

Carlo Talamo

Sunday, September 20, 2009

Talamo #25

"Roba da togliere il sonno.
E difatti dormo male da quando è arrivata.
Nera.
E Mammamia quanto mi piaci.
Qualche cosa t'ho cambiato. Per farti ancor più bella.
Via le frecce che ti ingrassavano. E via la sella posteriore.
Bello star da soli io e te.
E sul faro una visierona.
Per non farti andare il sole nell'occhione.
E le scarpone con le fascie bianche. Spudorate.
Te ne stai davanti a me e non guardi nessuno.
Lo sai che sei bella.
Io che ti conosco me ne accorgo.
Da come diventi più lucida ogni giorno che passa.
Una Fat Boy. Nera.
Una moto speciale. Amata.
Io e quelli che con me vivono la Numero Uno
a queste moto vogliamo bene.
Noi le smontiamo, le modifichiamo,
le curiamo quando sono malate.
Alcune le teniamo sempre con noi.
Perchè ogni tanto c'è un pezzettino di cuore che non si vende.
La Numero Uno ha una piccola collezione di circa
trenta motociclette.
Se qualche volta passate qui a Milano, venite a vederle."

Carlo Talamo

Saturday, August 15, 2009

Pubblicità H-D Electra Glide Standard 2000

"State guardando una bellissima motocicletta originata in qualche momento durante gli anni '40 e che, come i sassi nel fiume, si è evoluta mantenendo la sostanza ed eliminando gli spigoli. Se state cercando una motocicletta di estrema qualità, amichevole nell'uso cittadino e supercomoda nei lunghi viaggi - anche con il passeggero - che abbia bisogno di poca benzina e poca manutenzione, che rimanga bella nel tempo e tenga altissimo il suo valore sul mercato dell'usato, allora dovete conoscere meglio questa Electra Glide Standard.
Che ha la carena, il parabrezza e le borse rigide. Tre freni a disco, sospensioni regolabili ad aria e un paio di cilindri che ospitano 1450 centimetri cubici di potenza dolce e controllabile anche alle minime andature. Che chiede poca benzina e poca manutenzione, visto che il carburatore è uno e le valvole sono idrauliche e la trasmissione finale a cinghia non ha bisogno di cure. Una solida motocicletta costruita per durare, facile da guidare ed eccezionalmente comoda da soli o col passeggero. Con parafanghi avvolgenti, grande sella e tre fanali anteriori. Per non sporcarsi, per stare comodi e per vedere bene di notte. Se state cercando una motocicletta che duri nel tempo e ritorni altissimi valori d'usato e se credete che le Harley-Davidson siano soltanto un eccesso di eccentricità, vi sorprenderà sapere che questa Electra Glide Standard è una Harley-Davidson.
La più antica fabbrica di motociclette al mondo.

Per non complicarvi la vita l'Electra Glide Standard esiste soltanto nera. Costa, su strada, tutto compreso, 32 milioni di lire."

Carlo Talamo

Foto: Fedro Triple

Sunday, July 5, 2009

Pubblicità H-D Super Glide 1996

"Ci sono oggetti la cui essenza è cosi essenziale da apparire quasi sfrontata. Non so bene cosa significhi questa frase, ma mi pare che ben si adatti alla Super Glide. L'Harley cosi tanto Harley che più Harley non si può proprio. Milletrecentoquaranta centimetri cubi di acciaio, di alluminio lucidato, di dolci vibrazioni ammortizzate dal montaggio elastico del più vecchio e più attuale bicilindrico del mondo. Seduti dentro alla Super Glide, col sedere a 65 centimetri da terra, col motore che ronfa a pochi giri e spinge con una coppia da argano, la vita, alle volte, può essere proprio serena. Senza fretta. Senza l'ansia di dimostrar qualcosa. Una Super Glide 1340 ha anche cinque marce, la trasmissione finale a cinghia, si mette in moto al tocco di un bottone e consuma poca benzina. Una Super Glide non invecchia mai, come tutte le Harley-Davidson. E come tutte le Harley-Davidson mantiene altissimo il suo valore nel tempo. Soprattutto se accessoriata con gli accessori originali Harley-Davidson."

Super Glide '96: 27 milioni chiavi in mano.
La Super Glide qui fotografata monta la sella, il manubrio ed il cerchio posteriore scelti dal catalogo accessori originali Harley-Davidson.

Carlo Talamo

Foto: Fedro Triple

Sunday, June 7, 2009

Pubblicità H-D Softail Standard 1999

"Nel 1985 comprai la mia prima Softail. La pagai ventitremilioni. Aveva il motore Evolution nella sua versione d'esordio, con cambio a quattro marce e avviamento elettrico integrato con una bella ed arcaica leva della messa in moto. La mia Softail era rossa metallizzata.
La verniciai di giallo. Poi ci comprai una sella mono, un carburatore Screamin'Eagle e la ruota posteriore a disco. Ci misi il manubrio dell'883 e verniciai di nero gli scarichi. La mia Softail è ancora con me. Sembra strano ma è più bella di allora. Se volessi venderla potrei ottenere realisticamente trentamilioni.
Cioè: ho avuto una motocicletta per quindici anni, l'ho vista maturare accanto a me senza vederla invecchiare e deperire, e se adesso volessi venderla riprenderei per intero i miei soldi. Non sto parlando di poesie.
Sto parlando di gelido danaro.
Oggi una Softail Standard '99 dotata della più recente versione del motore Evolution collaudato per 15 anni lungo quaranta megamilioni di chilometri, costa ventinovemilioni di lire.
La Softail è costruita ora come allora: ferro e acciaio, qualità senza scorciatoie. Per durare tutta la vita. Senza invecchiare. Senza passare di modello due volte al mese. Senza annientare il proprio valore nel tempo.
La Softail Standard è la motocicletta che ha inventato le moderne motociclette custom. E' la custom più imitata del mondo: potete trovarne copie ad ogni angolo. Sono copie: uguali come delle copie, con lo stesso valore delle copie. Comprare l'opera originale è un modo di pensare: che ha sempre premiato l'investimento necessario."

Carlo Talamo

Foto: Fedro Triple

Wednesday, April 29, 2009

Pubblicità H-D Heritage 2000

"Vanno tutti di fretta. Attaccati ai telefonini. Collegati ad Internet. Seduti stretti stretti nel sedile di un Jet che li trasporterà al di là del mondo. Viaggiano e non vedono niente. Stanno dietro alle telecamerine. Riguarderanno la loro vita a casa. Sullo schermo. Se avranno tempo. Vanno tutti di fretta. Le loro motociclette fanno seicentodieci all'ora. Per fare più in fretta. Per viaggiare più chilometri. Per arrivare più lontano. Senza vedere nulla. Senza annusare un profumo. Senza veder cosa c'è oltre la linea di cemento che separa l'autostrada dal mondo. Dalla vita. Dalle emozioni che scorrono lente al bordo delle provinciali addormentate. Nei piccoli bar di paese dove il mondo non ha fretta di vivere. Dove nessuno si strafoga di attività che mangiano i nervi. Che distruggono l'amicizia. C'è un mondo cosi bello che sta proprio fuori dal primo casello. Ci sta una rete di strade che non hanno fretta di arrivare. Ci stanno un milione di paesini dove il caffè ha i tavolini consumati dalla tranquillità di persone che parlano con calma con la musica dell'accento locale che cambia, con il passare dei chilometri.
E c'è una motocicletta capace di andare piano, piano. Bassa, comoda. Borbottante. Col parabrezza per non prendere i moschini nei denti mentre si sta a chiacchierare col passeggero. Che sta seduto più su per vedere il mondo anche lui. O lei. Con le borse per potersi portare quel che serve per non avere freddo al tramonto. Con le cromature per specchiare il cielo. Con i nuovi freni per rallentare ancora di più. Col nuovo motore Harley che non vibra più.
Cosi che si possa, al ritorno, imboccare l'autostrada per lanciarsi a manetta verso casa. Freneticamente. Superando. Suonando. Velocissimi. Per riprendere a tutta velocità l'allenamento alla vita che ci aspetta appena tornati in città. Dietro ai telefonini, ai fax. Alle rotture di balle della vita moderna. E per prepararci alla prossima vacanza. Alla quiete che ci aspetta. Assieme alla motocicletta più calma del mondo. Che quest'anno è completamente nuova."

Carlo Talamo

Foto: Fedro Triple

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