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Monday, January 24, 2011

Yamaha FZR 400 RR SP 1990

Ricordate la Kawasaki ZXR 400? La "piccola" quattro cilindri di Akashi fu l'unica protagonista, nel settore delle sportive di 400 cc, ad essere importata in Italia nei primi anni novanta. La cilindrata di 400 cc venne ideata ad hoc dalle case costruttrici del Sol Levante per venire incontro ai motociclisti giapponesi penalizzati dalle leggi del codice della strada nipponico, molto proibitivo per le grosse cubature.

Tutte le sorelle giapponesi disponevano a quei tempi di affilate armi nel segmento delle hypersport da 400 cc ed ancora oggi, dopo quasi 20 anni, queste moto con opportuni accorgimenti tecnici, secondo me potrebbero essere ancora validissime sia per le doti di maneggevolezza che per i costi di gestione, voce molto più sentita rispetto al passato.
Le splendide foto (ed anche un catalogo!) che sono riuscito a scovare in rete mi permettono di parlare della Yamaha FZR 400 RR SP del 1990, splendido esempio di come queste moto fossero non solo esteticamente molto belle, ma anche dotate sotto il profilo ciclistico e performanti sotto quello meccanico.

Per venire in possesso di queste moto, era necessario rivolgersi al "mercato parallelo": importatori non ufficiali che sbrigavano le pratiche di espatrio di questi motocicli, che poi potevano essere venduti senza il rassicurante supporto della garanzia ufficiale della casa.

La linea della FZR 400 RR SP che vi mostro in basso, ricalca il look tipico delle moto degli anni '90: carene con sfoghi per l'aria che cominciavano a snellirsi lasciando intravedere le travi del telaio, codoni squadrati e voluminosi e i diffusi telaietti reggi cupolino.

La FZR 400 RR SP era la versione "estrema" della FZR 400 e rispetto ad essa differiva nel codone monoposto, nelle sospensioni regolabili (precarico sulla forcella e ammortizzatore completamente personalizzabile nel setting) ed in altri particolari più racing quali il differente materiale d'attrito per i dischi frizione, distanziali fissati su entrambe le ruote, diverso attacco per la pinza posteriore, radiatore di maggiori dimensioni e un cambio dai primi 3 rapporti accorciati.

Nel 1990 il quattro cilindri in linea raffreddato a liquido della FZR SP era in grado di erogare 59 cv a 12000 giri/min. I valori di coppia si attestavano sui 4 Kgm a 9500 giri/min. Il peso dichiarato era di 160 kg.
La versione del 1990 può essere considerata l'ultima evoluzione di questa moto che, negli anni seguenti, ha conosciuto solo una riduzione della potenza, scesa a 53 cv, per via delle nuove leggi giapponesi in vigore in quel periodo.

Il telaio che equipaggiava la FZR era il conosciuto Deltabox Yamaha, abbinato ad un forcellone classico privo di capriata di rinforzo. La moto è uscita di produzione nel 1994 dopo 8 anni di carriera e sette versioni.

A parte la linea, che a me piace moltissimo, volevo catturare la vostra attenzione su tre particolari: il silenziatore dalla forma molto simile a quello che si vedrà 8 anni dopo sulla prima R1, la valvola allo scarico Exup (vanto Yamaha per molti anni) e la strumentazione analogica con il contagiri dotato di fondoscala a 16.000 giri.

Francè











Yamaha FZR 400 RR SP 1990 Brochure:





Foto: Bikebros.co.jp e atelier-nii.com

Friday, June 11, 2010

Photo #48 - Specials "Made in Japan"

Vi propongo questa bella gallery di specials "Made in Japan" scovata sul portale nipponico Bikebros!
Ingrandite le foto per osservarle meglio!

Francè

PS: Da infarto la Kawasaki ZRX "Endurance"!!!











Foto: Bikebros.co.jp

Tuesday, April 20, 2010

Yamaha R1-Z 250

La moto di cui vi parlerò oggi l'ho "incontrata" casualmente in rete tempo fa e, devo ammetterlo, mi ha colpito molto sia per le sue linee pulite e ancora moderne e sia per il suo propulsore dalla prestigiosa "dinastia".
Le informazioni su questa bicilindrica di 250 cc, prodotta dalla Yamaha e denominata "R1-Z", scarseggiano e la ricerca da me effettuata mi ha fornito dati contrastanti.
Su un sito tedesco ho appreso che è stata prodotta dal 1990 al 1993 mentre gli speciali "Tutte le moto del mondo" della rivista Motociclismo la danno in produzione fino al 1999. L'unica certezza è rappresentata dal fatto che la moto è stata regolarmente commercializzata nel solo Giappone.

Alcune immagini in basso sono riprese dal catalogo ufficiale con cui la casa dei 3 diapason pubblicizzava questa naked a manubri bassi sul suolo nipponico.
La linea leggermente squadrata ricalca le linee che andavano di moda negli anni '90 ed è facile notare come questa bicilindrica assomigli alle famose monocilindriche naked, anch'esse a manubri bassi, che spopolavano in Italia e che rispondevano al nome di Honda NSR 125 F Raiden, Aprilia Europa 125 e Cagiva Mito 125 (primissima serie).

Honda NSR 125 F Raiden 1992:


Aprilia Europa 125 1991:


Cagiva Mito 125 1990:

Il motore è il piatto forte di questa realizzazione: deriva infatti dal mitico bicilindrico parallelo, con ciclo a due tempi, installato sulla "sorella maggiore" RD 350 con tanto di valvola YPVS allo scarico e raffreddamento a liquido.
La ciclistica costituita da un bel telaio caratterizzato dal "triangolo" centrale, ricalca la struttura a traliccio in tubi resa famosa dalla Ducati. Doppio freno a disco anteriore e forcella tradizionale completano il quadro di questa twin che in Giappone aveva una potenza limitata a circa 40 cv e le consentiva una velocità di quasi 180 Km/h.
Altri elementi che gradisco molto sono il doppio scarico posizionato sul lato destro e il codone voluminoso e dalle forme squadrate come la moda degli anni '90 imponeva.

In basso è possibile osservare alcune meravigliose special basate proprio sulla splendida R1-Z.
Le prime due sono caratterizzate dall'adozione di un manubrio alto e dall'installazione del forcellone prelevato dalla sportiva a due tempi di casa Yamaha: la TZR. Altre modifiche hanno interessato gli scarichi sdoppiati, le nuove espansioni e la forcella a steli rovesciati: elementi visibili anche sulla terza special che oltre a distinguersi per un nuovo forcellone in alluminio si differenzia per il look da "modern cafè racer" dovuto anche ai semimanubri di serie.

Perchè questa R1-Z, a suo tempo, non venne commercializzata in Italia? Paura di un flop commerciale? Scarso interesse per questa cilindrata? Prezzo non conveniente rispetto ad altre proposte di cilindrata maggiore?

A parte coloro che hanno acquistato questa moto dal "mercato parallelo" penso che i motociclisti europei abbiano perso l'occasione di cavalcare una gran bella moto, soprattutto osservando le meravigliose realizzazioni che ho pubblicato a fondo pagina!

Francè


PS: Nel caso in cui abbiate maggiori informazioni su questa bicilindrica, vi prego di fornirmele in modo tale da aggiungerle e/o sostituirle nel post.








Yamaha R1-Z 250:



Yamaha R1-Z 250 1990:




Yamaha R1-Z 250 1992:



Yamaha R1-Z 250 Specials:




Foto: rd500ypvsco.uk, 125stradali.com, nkracing.co.uk, ebay.it e solo2tempi.it

Sunday, April 26, 2009

Kawasaki ZRX 1200 DAEG 2009

Una delle più belle novità che il 2009 motociclistico ha portato agli appassionati, è stata la rivisitazione della famosa naked "anni '80 style" Kawasaki, denominata ZRX 1200 DAEG. Questa moto è venduta attualmente nel solo Giappone, ma è lecito pensare che potrebbe affacciarsi, già dall'anno prossimo, anche in Europa. Inoltre, sul suolo nipponico è ancora affiancata dalla precedente versione (foto sotto) alimentata a carburatori e importata in Italia prima nella versione 1100 e poi successivamente in quella 1200, in varie versioni.


Nonostante i bassi numeri di vendita fatti registrare sul suolo italiano, questa naked, insieme alle rivali giapponesi Honda CB 1300, Suzuki GSX 1400 e Yamaha XJR 1300, ha rappresentato per anni l'alternativa "vintage" nipponica seppur con cilindrate più elevate rispetto alle rivali europee.
Dato lo scarso apprezzamento queste naked sono sparite progressivamente dai listini delle case, provocando il rammarico di chi, come me, ha sempre amato queste moto particolari, fascinose, in alcuni casi cariche di storia, e dalla linea praticamente eterna.

Le recenti concept Honda e questa rivisitazione della ZRX, in tutta onestà, fanno ben sperare nella ripresa di questo settore.

La nuova Kawasaki ZRX 1200 DAEG, riprende sostanzialmente la linea del modello che l'ha sostituita ed è caratterizzata dall'adozione di componenti che la rendono decisamente più moderna e ricercata quali i nuovi cerchi (splendidi), gli indicatori di direzione più filanti, la nuova strumentazione digitale, il cupolino e il serbatoio più "movimentati" nelle forme, le filanti sovrastrutture (che alleggeriscono la moto nella vista laterale rispetto al precedente modello) e i freni a disco dal profilo ondulato, morsi da pinze Tokico.
Il motore ha subito inoltre modifiche importanti quali l'utilizzo dell'iniezione elettronica per l'alimentazione del quattro cilindri e questo può essere indice di un probabile arrivo sul suolo europeo di questa Kawasaki (l'adozione dell'iniezione serve anche per rendere i propulsori più puliti e rispettosi delle restrittive normative antiquinamento).

Della versione precedente, peraltro già molto ricca di fascino, la Kawasaki conserva l'adozione del doppio ammortizzatore posteriore (con serbatoio separato) - presente su tutte le rivali dirette - e dello splendido forcellone in tubi con capriata di rinforzo inferiore, dal look esagerato e leggermente rivisto.

La moto che viene venduta in Giappone è attualmente disponibile in tre colorazioni (di cui una bicolore) e stranamente è assente lo splendida livrea tributo ad Eddie Lawson, che in Europa, qualora venisse decisa l'importazione, sarà "obbligatorio" avere in gamma.
















Kawasaki ZRX 1200 DAEG by K-Factory
Nonostante la moto sia stata presentata pochissimo tempo fa, in rete mi sono imbattuto in una fantastica special basata sulla Kawasaki oggetto del post. I tuner giapponesi della K-Factory hanno pensato bene di vestire questa naked con i colori ufficiali della casa di Akashi, arricchendola di particolari davvero degni di nota.
La modifica più appariscente di questa moto è sicuramente lo splendido impianto di scarico della K-Factory, ma oltre ad una forcella rivista con elementi Ohlins, cerchi Exact e pinze Brembo, al retrotreno è presente uno splendido forcellone in alluminio lucidato davvero "racing" anche se, secondo me, esteticamente poco appagante rispetto all'unità di serie. Osservate anche le splendide piastre della forcella, le pedane, e il supporto della pinza freno posteriore. La K-Factory vende tutti questi accessori sul suo sito web.

L'unica pecca è la mancanza di due tabelle portanumero laterali con il numero 21 in omaggio a Eddie Lawson!







La ZRX è uno dei modelli più rappresentativi e carichi di storia della Kawasaki, ed è finalmente tornata più ecologica, filante, aggressiva e bella che mai.
Brava Kawa!

Francè

Foto: Kawasaki Japan, K-factory, Bikehouse-zero.com, Motorcycle Daily e bikelife.nifty

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