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Tuesday, August 30, 2011

Suzuki M109 Contest Bike by Cobra

Trovare special in rete su base Suzuki Intruder M 1800 (in America denominata M109) non è cosi facile. La moto ritratta nelle immagini in basso è una special realizzata (con poche modifiche) dall'atelier americano Cobra, che avete già avuto modo di conoscere in occasione di due splendide realizzazioni su base Honda VT 750 S (in America denominata RS 750).

La Cobra, oltre che per le sue special, è conosciuta anche per un ricco catalogo di accessori (dedicato soprattutto al mondo custom), presenti in quantità su questa maxi custom Suzuki. Mi piace moltissimo inoltre la colorazione, ispirata ai colori ufficiali della casa di Hammamatsu.
La moto è stata allestita come premio per un concorso al "Cycle World International Motorcycle Expos", ed è stata vinta da una studentessa di New York.

Francè










Suzuki Intruder M 1800 R2 2008:


Foto: Cobra Usa e Motoblog

Wednesday, April 20, 2011

Honda Switchblade Concept 2011

La voglia di stupire a qualsiasi costo spesso ha portato le case costruttrici ad una "contaminazione" di generi motociclistici che mai nessuno avrebbe immaginato qualche anno fa.

Tra le ultime proposte in ordine di tempo una menzione d'onore spetta al prototipo Husqvarna presentato al Salone di Milano 2010, dove con la "Mille 3 Concept" è stato miscelato il mondo custom e quello off-road. Può darsi che una moto tanto estrema sia stata concepita solo per creare un'ottima vetrina per il nuovo propulsore a tre cilindri con schema a V, ma la voglia di "osare" con progetti arditi, soprattutto dal punto di vista stilistico, rimane.

Husqvarna Mille 3 Concept Eicma 2010:

La Mille 3 Concept non è rimasta però un prototipo isolato e pochi mesi dopo l'Eicma, per l'esattezza nel mese di gennaio, è stata "accompagnata" da un'altra concept, firmata Honda, che ha miscelato il genere custom con quello hypersport.

La "Switchblade Concept", questo il nome del prototipo disegnato da Edward Birtulescu e realizzato dal dipartimento Ricerca e Sviluppo della Honda America partendo dalla cruiser VT 1300 CS Sabre, potrebbe appartenere a tutti gli effetti ad un nuovo segmento ancora inesplorato: quello delle "sport custom".
Notate infatti i mezzi manubri, la forcella Ohlins a steli rovesciati, il monoammortizzatore della stessa marca, le pinze Brembo ad attacco radiale che mordono freni a disco wave, il forcellone monobraccio, i cerchi BST in carbonio e i nuovi fianchetti, il lunghissimo puntale ed il codino monoposto "aerodinamico", realizzati con lo stesso materiale composito.

Oltre a queste chicche, che siamo abituati a vedere su moto carenate, si scorgono i piccoli fari poliellissoidali, il nuovo impianto di scarico composto da nuovi collettori e terminali in carbonio sovrapposti (nel più puro VF 750 C style) ed anche un filtro "a fungo" che appare tra la V dei cilindri. Curiosa la disposizione dello stop posteriore, letteralmente incastonato tra la corona e la pinza freno.

La "Switchblade", cosi come la vediamo in queste foto è solo un esercizio stilistico, ma non credo mi stupirebbe vedere, prima o poi, un campionato dedicato alle moto custom opportunamente modificate...

Francè










Honda VT 1300 CS Sabre 2011:


Foto: Bikewalls e Omnimoto

Thursday, September 9, 2010

Yamaha Stryker 2011

In America, come vi ho più volte annunciato, il mercato delle custom/cruiser garantisce buoni numeri di vendita e tutte le case giapponesi hanno in listino dei modelli nati e pensati soprattutto per gli Stati Uniti. Anche il recente marchio Victory e la resuscitata Indian, hanno deciso di debuttare in questo settore quasi fosse una garanzia per crescere in termini di dimensioni e numeri di vendita.

Quasi tutte le case costruttrici, per differenziare le proposte in questo segmento, hanno offerto ultimamente un'ulteriore variante delle loro custom, proponendole sempre più vicine al genere "chopper": Harley Davidson Rocker/ Rocker C, Honda Fury 1300 e la Yamaha Stryker rappresentano questo nuovo filone.

La Yamaha America ha presentato qualche giorno fa, oltre alle consuete nuove colorazioni per tutti i modelli che non riceveranno modifiche, una nuova custom denominata Stryker che deriva strettamente da un modello non commercializzato in Europa, ma che già dal 2008 è in pianta stabile nei listini americani del marchio dei 3 diapason: la Raider/Raider S 1900.
La Stryker è infatti la "più piccola" delle chopper Yamaha.

Dotata di un bicilindrico a V SOHC (singolo albero a camme in testa) ad iniezione elettronica di 1304 cc, raffreddato a liquido e dotato di quattro valvole per cilindro, questa custom di casa Yamaha è caratterizzata dallo splendido ed originale andamento del doppio impianto di scarico, ripreso dalla Raider 1900, che termina con i silenziatori quasi puntati sull'asfalto.
La colorazione nera, purtroppo, nasconde il tratto saliente e anche maggiormente riconoscibile di questa Stryker. Il cambio è a cinque marce e la trasmissione finale è a cinghia.

La Stryker sarà disponibile da questo mese in tre colorazioni denominate "Raven", "Reddish Copper" e "Impact Blue" ad un prezzo massimo di $11,240 e per personalizzarla sarà possibile attingere al vasto catalogo di accessori che la Yamaha prepara per tutte le sue "Star", denominazione americana della flotta di custom della casa giapponese.

Che ve ne pare?

Francè

PS: Nelle ultime foto in basso ho inserito la Yamaha Raider S 1900 nelle colorazioni 2010.













Yamaha XV 1900 S Raider S 2010:


Foto: Yamaha USA, Motorcycle-Usa e Total Motorcycle

Wednesday, February 24, 2010

Yamaha Stratoliner Deluxe 2010

Sul suolo americano le "cruiser" rappresentano una ricca fetta dell'immatricolato moto e non è un caso che tutti i costruttori giapponesi e anche qualcuno europeo, abbiano a listino modelli espressamente concepiti per i motociclisti d'oltreoceano, dove il motto "bigger is better" è sempre valido.

Le custom giapponesi "oversize" che abbiamo modo di osservare (in tutta onestà abbastanza sporadicamente) sulle nostre strade, spesso vengono allestite in diverse versioni per il mercato americano, caratterizzate da una stessa base tecnica e diversi livelli di accessori.
La Yamaha Stratoliner, questo il nome della custom che in Europa abbiamo conosciuto nel 2008 con la sigla XV 1900 A, ha ricevuto per il 2010 e per il solo territorio americano, un allestimento denominato "Deluxe".

Yamaha XV 1900 A 2008:

Rispetto alla custom "base" la Deluxe si differenzia per diversi particolari quali l'enorme parabrezza che avvolge quasi completamente il pilota, le valigie rigide integrate nella carenatura e la predisposizione di un impianto stereo: tutti accessori già conosciuti su tourer Bmw e faraoniche cruiser Harley-Davidson.
Tutte queste chicche, abbinate all'enorme coppia del bicilindrico a V di 1854 cc raffreddato ad aria, con distribuzione ad aste e bilancieri e quattro valvole per cilindro, permettono un comfort regale nel macinare km e anche un certo "coinvolgimento emotivo" nel pilotare una moto con due cilindri da quasi 1000 cc cadauno!

L'elemento che più mi ha colpito di questa cruiser extralusso Yamaha, disponibile nella sola livrea nera, è stata la somiglianza stilistica con una moto davvero molto particolare prodotta negli anni '60: la Vincent HRD Black Prince del 1955.
La versione carenata della moto più performante degli anni '50 (capace di infrangere già allora il muro dei 200 km/h) ebbe scarso successo perchè "troppo avanti" per i gusti dell'epoca.

Probabilmente il paragone con la Vincent era più azzeccato per una moderna moto da viaggio, ma diversi elementi quali la livrea, lo schema bicilindrico a V del propulsore, la carena con il faro integrato e solidale al manubrio, lo scarico due in uno sul lato destro e non ultima la ruota posteriore completamente "coperta" mi hanno suggerito questo "connubio" stilistico e virtuale a quasi 60 anni di distanza...

Francè













Vincent HRD Black Prince 1955:


Foto: Yamaha USA, Motorcycle-Usa e cmmilanese

Saturday, May 16, 2009

Suzuki Intruder M 1800 R 2006-2008

Con la sezione "Custom e Cruiser" il mio intento è quello di racchiudere moto particolari di questo genere, sia prodotte in serie che realizzate in esemplari unici. In questo piccolo spazio del blog, verranno riposte esclusivamente custom, cruiser e specials che non condividono nulla con il marchio americano Harley Davidson, precursore di questo particolare filone.
Con il termine custom si individuano moto basse, prevalentemente bicilindriche come la scuola americana insegna, ricche di cromature, e votate ad una guida in assoluto relax.
Con il termine cruiser, invece, si intende una custom più votata ai lunghi viaggi e quindi accessoriata in modo tale da consentire un numero più alto di chilometri in totale comfort.

Nonostante in questi ultimi anni ci siano stati (e continuano ad esserci) parecchie custom giapponesi caratterizzate da "profonde ispirazioni" allo stile Harley, ultimamente alcune proposte nipponiche cominciano ad avere dalla loro una personalità più spiccata, come è accaduto in passato per alcune proposte europee.
Le custom e le cruiser in America sono molto richieste, soprattutto perchè i bassi limiti di velocità (unite ad applicazioni delle leggi piuttosto severe) e gli infiniti rettilinei, rendono poco confortevole l'uso di una sportiva o di una naked.

Suzuki Intruder M 1800 R
Nata nel 2006 ed importata in Italia fino al 2007, la bicilindrica Suzuki di 1783 cc mi colpì non solo per le sue dimensioni veramente "extra large", ma soprattutto per la particolare forma del cupolino che mi ricordava il vestito di una suora!
Nonostante sia nata come risposta stilistica al tema lanciato dall'Harley con la gamma V-Rod, questa Suzuki a mio avviso manteneva una propria identità, soprattutto nella livrea bianca e in quella blu con banda centrale bianca.

Tecnicamente la moto era dotata di un bicilindrico a V di 54° raffreddato a liquido, a carter semi secco, con quattro valvole per cilindro e doppio albero a camme in testa capace di erogare quasi 125 cv! L'alesaggio di questo bicilindrico era di ben 112 mm!
Il telaio era un doppia culla con tubi in acciaio e all'anteriore era presente una forcella a steli rovesciati. I freni erano a doppio disco morsi da pinze ad attacco radiale. La trasmissione finale era ad albero.
Volevo farvi notare lo splendido disegno dei cerchi e anche la bellissima conformazione dei due enormi scarichi sovrapposti posizionati sul lato destro della moto.

Nel 2008 la moto, identificata dalla sigla R2 (ultima foto sotto), ha subito un leggero restyling che ha riguardato principalmente il frontale, modificando cosi la personalità della moto e rendendola decisamente più anonima. Le caratteristiche tecniche erano le medesime della versione R.

Nonostante non abbia riscosso molto successo e sia stata successivamente sostituita dalla versione R2, con frontale rivisto, ritengo la M 1800 R una delle custom più personali che la produzione giapponese abbia mai sfornato. Inoltre, lo stile da dragster bruciasemafori, proprio di queste custom con cilindrate molto elevate e con gomme posteriori molto larghe, ben si prestava alla capacità nel progettare motori della Suzuki.
Pensate che in America la moto è ancora in vendita (con il nome di "Boulevard"), affiancata sia da una versione con cubatura ridotta e sia dal modello R2!

Francè

PS: in Italia la moto è stata importata esclusivamente nella colorazione nera. Le altre colorazioni, oltre a rendere più giustizia alla linea della moto, si riferiscono ad esemplari venduti in altri mercati.














Suzuki Intruder M 1800 R2 2008:


Foto: Mc News, Motoblog, Bikewalls e Total Motorcycle

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