Tuesday, December 16, 2008

Yoshimura GS 1000 R Endurance Cooley-Crosby 1980 by Modeler GP

Quando mi imbatto in realizzazioni talmente rifinite e fedeli come la Yoshimura che presento oggi - quasi al limite del maniacale se vogliamo - rimango letteralmente a bocca aperta riguardo la capacità dell'uomo di saper riprodurre in scala ridotta e soprattutto in maniera cosi efficace motociclette splendide.
Lo confesso...c'è stato un momento in cui ho creduto che la moto fosse vera!
Questa riproduzione, cosi come si può vedere dalle foto che ho inserito è stata costruita praticamente dal nulla, e oltre alla perfetta riproduzione in scala di tutti i componenti, ha comportato uno studio particolare anche riguardo i colori e le varie decals, tutte rigorosamente d'annata. Notate il materiale fonoassorbente all'interno dello scarico, i vari "elementini" che hanno dato vita alla testata, i vari tubi e cablaggi, le gomme "usurate", le pedane del cambio, i vari fili elettrici posizionati sul copri-pignone, le cinghie per l'ancoraggio della batteria, le scritte posizionate sul serbatoio dell'olio freni...insomma potrei perdere le ore nel raccontarvi l'eccellente lavoro svolto!
Tutta la mia più grande ammirazione al genio che ha compiuto questo capolavoro!

Un pò di storia
Prima di chiudere il post, mi pare giusto raccontarvi qualcosa in più di questa splendida quattro cilindri giapponese.
La Yoshimura GS 1000 R venne guidata nel 1980 dalla coppia di piloti formata da Wes Cooley e Graeme Crosby, allora rispettivamente piloti Suzuki nel campionato americano Superbike AMA e nel mondiale 500. Questa GS 1000 R preparata da Pop Yoshimura, partecipò alla 8 ore di Suzuka del 1980 e permise al team giapponese la loro seconda storica affermazione in questa gara battendo il team Kawasaki formato dai piloti Hansford e Lawson.
Il numero 12, che campeggia su questa endurance-racer, dopo questo importante successo avvenuto quasi trent'anni fa, venne adottato come portafortuna dalle moto del team Yoshimura che hanno corso in questa gara negli anni successivi.

Francè

PS: Cliccate sulle foto per osservare meglio i dettagli.

















Foto: Modeler GP

Sunday, December 14, 2008

Hyde Harrier Jubilee 2008

La Hyde Harrier, nasce dalla collaborazione tra due importanti nomi dell'industria motociclistica britannica, la Harris Performance, atelier molto famoso nelle competizioni per la realizzazione di telai e ciclistiche sopraffine, e Norman Hyde, tecnico inglese che ha collaborato attivamente alla progettazione e allo sviluppo dei tricilindrici Triumph della serie Trident 750 cc dei primi anni '70, nella vecchia sede Triumph di Meriden.
La loro unione diede vita negli anni '70 ad una moto molto particolare, caratterizzata dal pepato tricilindrico inglese preparato da Norman e dalla ciclistica di Lester e Steve Harris. In basso è possibile osservarla in tutto il suo splendore:



Le figure che hanno lavorato alla realizzazione della tricilindrica sono le stesse che hanno creato la bicilindrica oggetto del post, denominata Jubilee, che celebra i 21 anni del sodalizio tra Hyde e Harris e contemporaneamente il cinquantenario della Triumph Bonneville.
Il bicilindrico che equipaggia questa cafè racer è il conosciuto twin di 865 cc della nuova serie della Bonnie, rivisto in alcuni particolari come i bellissimi scarichi conici splendidamente rifiniti. Oltre al telaio completamente rivisto, gli altri splendidi particolari degni di nota risiedono nelle nuove sovrastrutture e nel nuovo serbatoio, nella forcella e nei due ammortizzatori Ohlins, nei cerchi Dymag, e nelle pinze ad attacco radiale firmate AP.
Volevo farvi notare il nuovo forcellone che ospita una ruota posteriore di dimensioni maggiori e anche l'intreccio dei tubi del nuovo telaio, elemento che caratterizza tutta la moto.
La particolarità di questo progetto risiede essenzialmente nella possibilità di acquistare il kit per trasformare la vostra bicilindrica della serie Bonneville in una Hyde Harrier...con risultati davvero eccezionali!





Foto: Hyde Harrier

Tuesday, December 9, 2008

Bezzi #8

Una delle realizzazioni più belle disegnate da Oberdan Bezzi, a mio avviso, è rappresentata dalla Triumph denominata "Derivata". Ispirata alle tricilindriche Trident colorate di viola e scarico rigorosamente dipinto di bianco della squadra di Bepi Koelliker (importatore negli anni '70 del marchio inglese), che correvano nelle gare riservate alle "derivate di serie", questa ipotetica pluricilindrica inglese disegnata da Oberdan, nel caso in cui fosse stata prodotta, avrebbe potuto riempire il "vuoto" lasciato nella gamma Classic dall'uscita di produzione della bellissima Thunderbird Sport che molti di voi ricorderanno.
Il tricilindrico di 885 cc a carburatori avrebbe avuto un degno erede nel 955 cc da 120 cv, cha avrebbe accontentato gli amanti dei motori molto ricchi di coppia e potenza. Inoltre, la gamma Classic, oltre alle più tranquille Bonneville, avrebbe potuto godere di "un'ammiraglia" che di vintage aveva solo l'estetica. Oltre a due versioni molto simili (che si differenziano per la presenza delle tabelle portanumero e altri piccoli particolari), Oberdan ha proposto anche una versione leggermente più protettiva, caratterizzata da una piccola semicarena, che col senno di poi, avrebbe dato filo da torcere alla bicilindrica Ducati Sport 1000 S e anche alla futura Honda CB 1100 R.




Triumph Trident Koelliker:




Dopo aver ampliato la gamma con modelli di cilindrata media, le voci in casa Triumph circa l'arrivo di un nuovo propulsore a tre cilindri in linea e di cilindrata prossima ai 1100 cc, si fanno sempre più insistenti. Il 1050, oggi installato sulla gamma "Urban Sport" è un propulsore che fornisce ancora ottimi requisiti in termini di potenza e coppia, ma il layout e soprattutto i vari step evolutivi del propulsore sembrano ormai essere terminati.
Sulla base di questo propulsore che vedremo fra un pò di tempo, e di un nuovo telaio dedicato, Oberdan ha ipotizzato le "future" tricilindriche utilizzando sempre i mitici colori della scuderia Koelliker. Oltre ad avere caratteristiche più racing, il richiamo al passato è solo esteriore, dato che le future maxi inglesi dovranno competere con avversarie sempre più tecnologiche e ricche di cavalli. Immancabile un campionato monomarca sulla falsariga di quelli dedicati alle bicilindriche Thruxton. Spettacolari gli scarichi in stile Motogp e anche il telaio con la vistosa finestratura che lascia intravedere la testata.



Confesso di aver voluto trasformare tempo fa la mia Speed in una "Derivata"...l'idea era sempre più concreta, ma poi per una serie di ragioni il sogno non si è concretizzato.
Spero che la Triumph possa davvero realizzare una moto identica o simile a quella disegnata da Oberdan, magari utilizzando l'eccellente e supercollaudato 1050, allo scopo di esplorare il segmento delle "maxi-vintage", ancora poco considerato dalle case motociclistiche ma in cui Triumph, data la sua storia, è praticamente "obbligata" a prenderne parte.

Francè


Disegni: Motosketches e Fedro Triple
Foto: Flickr

Thursday, December 4, 2008

Photo #28 - Exhausts

Dopo avervi fatto vedere delle splendide immagini riguardanti propulsori mitici, è arrivato il momento di mostrarvi delle gran belle foto riguardanti una delle parti a mio avviso più "sexy" di una motocicletta: il sistema di scarico.
Le foto ritraggono scarichi di moto di serie e da competizione, e le forme particolari di queste metalliche geometrie, secondo me, mostrano la forza e la "cattiveria" con cui i gas di scarico fuoriescono dalle camere di combustione. Oltre a donare alla moto una vera e propria voce, questo componente lo considero, esteticamente parlando, parte caratterizzante della moto.

Francè

Akrapovic:






Arrow:



Yoshimura:




Termignoni:



Mv Agusta 4 cilindri 500:


Mv Agusta Brutale:


Zard:



Wednesday, December 3, 2008

Yoshimura GS 1000 Racer AMA 1980

La moto che vi mostro oggi appartiene alla splendida collezione dell'americano Brian O'Shea, che oltre ad essere un appassionato motociclista, ha avuto anche trascorsi agonistici negli anni '80 nel "CCS Endurance Racing" americano. La sua prestigiosa collezione, iniziata nel 1990, comprende moto originali e repliche fedeli delle racer che hanno corso il campionato americano AMA Superbike negli anni '80.
Campioni quali Freddie Spencer, Eddie Lawson, Wayne Rainey e molti altri ancora, hanno iniziato la loro carriera agonistica proprio in questo campionato che ha consentito loro, successivamente, di approdare nel circus mondiale e di vincere numerosi titoli nella classe 500 del mondiale velocità.
Le moto di allora erano sostanzialmente delle moto di serie, notevolmente elaborate e modificate (da qui l'appellativo di Superbike, in relazione anche alla cilindrata maxi dei loro propulsori), e soprattutto ancora molto lontane dal concetto di "moto ufficiale", che intende uno stretto legame con il reparto corse della casa. Questo consentiva, a preparatori capaci, di mettersi in luce anche con budget piuttosto limitati.
Uno dei preparatori più importanti di quegli anni fu Hideo Yoshimura (soprannominato "Pop") che in poco tempo si fece conoscere per le sue modifiche sui motori Kawasaki e Suzuki.
La GS 1000 della collezione di O'shea è del 1980, anno in cui fu pilotata da Wes Cooley che vinse il campionato contro Eddie Lawson, pilota del team Kawasaki e Freddie Spencer.

Questa quattro cilindri, preparata da Yoshimura e perfettamente conservata, a distanza di quasi 30 anni conserva intatto il suo fascino. Notate i cornetti in alluminio dei carburatori, la strumentazione spartana che ospita il solo contagiri, lo splendido scarico dipinto di nero, i doppi ammortizzatori e l'esile forcella a steli tradizionali.

Semplicemente stupenda!

Francè








Foto: Vintage Superbike

Tuesday, December 2, 2008

Yamaha SR 400 2008

Una delle moto di maggior successo sul suolo giapponese è la Yamaha SR 400 che è anche una delle più longeve del panorama motociclistico internazionale. Questa monocilindrica infatti è in commercio da ben 30 anni e per il 2008 la Yamaha ha approntato una versione denominata "30th Anniversary", in tiraratura limitata, (di cui potete trovare le immagini in basso) per celebrare questo evento.
L'influenza e il successo di questa moto ha spinto le altre case giapponesi, in tempi diversi, a proporre delle rivali e la Kawasaki W 400 e la Honda CB 400 SS di cui vi ho già parlato, sono li a dimostrarlo. In quasi trent'anni di commercializzazione, la SR 400 si è costruita un'ottima reputazione basata principalmente sull'affidabilità del suo propusore raffreddato ad aria di 400 cc. Inoltre le sue linee molto semplici hanno invogliato i proprietari a modificarla e a personalizzarla in moltissimi modi ed è facile imbattersi in special basate sulla meccanica della SR. Le prestazioni e l'aspetto "amichevole" hanno avuto successo anche presso il pubblico femminile, più attento ad aspetti quali leggerezza e facilità di guida.

Sul sito giapponese della Yamaha, di non facile comprensione, sono presenti delle sezioni interamente dedicate alla SR e ai suoi 30 anni di vita, ulteriore segno di come questa moto sia considerata dalla Yamaha. Per il 2008 la moto è disponibile, oltre alla versione Anniversario, anche in tre colorazioni, tutte piuttosto sobrie.

Come ho già spiegato nel caso della Kawasaki W 400 e Honda CB 400 SS, queste moto potrebbero ricavarsi una loro nicchia di mercato, ormai molto diversificato e più maturo nel recepire proposte di questo tipo.

Yamaha SR 400 2008:







Yamaha SR 400 "30th Anniversary" 2008:





Foto: Yamaha Japan

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