Sunday, March 8, 2009

Ducati 1198 F09 Team Xerox 2009

Il post di oggi è dedicato alla splendida Ducati 1198 F09 che una settimana fa, nel round di apertura del campionato Superbike disputatosi sul circuito australiano di Phillip Island, ha conquistato una splendida vittoria in gara 1 e un secondo posto nella gara successiva.
Il pilota che ha conquistato questi ottimi risultati è stato il giapponese Noriyuki Haga, neoacquisto del team ufficiale Xerox.

Questa splendida bicilindrica meriterebbe molta più visibilità delle piccolissime foto che sono presenti sul sito ufficiale, e per fortuna il sito francese Mototribu è in grado di offrire le stesse immagini con una diversa risoluzione (e soprattutto scaricabili...) in modo tale da proporci una eccellente panoramica di questa Ducati che ha vinto il campionato del mondo Superbike nel 2008 con l'australiano Troy Bayliss. Allora la sigla era 1098 R mentre quest'anno per motivi commerciali è 1198.

Il propulsore che equipaggia questa moto è il noto bicilindrico con disposizione a "L" di 90°, con quattro valvole per cilindro, distribuzione desmodromica e cilindrata di 1198 cc. Tutti i sistemi elettronici presenti a bordo, sono controllati da una centralina Magneti Marelli, denominata Marvel 4, usata anche dalla "sorella" quadricilindrica Desmosedici in Motogp. La 1198 F09 è dotata anche di un acceleratore ride by wire di tipo ibrido.

Volevo farvi notare nelle splendide foto ad effetto che riguardano il propulsore, diversi particolari: la frizione a secco completamente in vista, i vari particolari in fibra di carbonio che sono presenti su diversi componenti, le pulegge che trasmettono il moto alle cinghie della distribuzione e anche i vari meccanismi di antisvitamento dei collegamenti filettati tipici di una moto da corsa!
Tutta questa meravigliosa meccanica è celata da una carena in fibra di carbonio che riprende le forme del modello stradale. Il materiale della carena riveste anche la coppia di silenziatori, prodotta dall'italiana Termignoni (che si occupa anche della realizzazione dei collettori), storico partner tecnico Ducati.

Per quanto riguarda la ciliclistica, la bicilindrica costruita nel reparto corse di Borgo Panigale è dotata di un telaio a traliccio in tubi coadiuvato da splendide sospensioni Ohlins, da cerchi prodotti dall'italiana Marchesini e da un impianto frenante Brembo con pinze ad attacco radiale. Il peso è di 168 kg.

Nonostante il campionato sia sempre più lontano da una competizione nella quale dovrebbero gareggiare motociclette esclusivamente "derivate dalla serie", tecnicamente le bicilindriche, per regolamento, devono essere più simili ai modelli stradali dalle quali discendono per compensare l'aumento di 200 cc rispetto alle moto dotate di motori a quattro cilindri che non possono superare il litro di cilindrata.

Bellissima nella sua livrea Xerox, questa 1198 a giudicare dalle prime due gare disputate sarà sicuramente una delle pretendendi al titolo 2009.
Mi candido per fare qualche giro di prova nei test riservati alla stampa a fine campionato!

Francè





















Foto: Mototribu

Thursday, March 5, 2009

Irving-Vincent AHRMA BOT Daytona Winner 2008

Ricordate la bellissima realizzazione basata sul bicilindrico Irving-Vincent che vi ho mostrato nel 2008?

I tecnici che hanno pesantemente modificato e quasi ricostruito ex-novo il propulsore nato più di 55 anni fa, hanno vinto con l'ausilio del pilota Craig McMartin, la AHRMA Battle of the Twins 2008!
La sigla AHRMA (American Historic Racing Motorcycle Association) identifica che il tipo di competizione nel quale la racer Irving-Vincent ha trionfato è riservata alle racer storiche.
Mi sembra quindi giusto dedicare un post a questa splendida moto da corsa artigianale, che ricorda vagamente le forme di un'altra eccellente realizzazione tutta italiana e denominata NCR Millona.

Questa racer bicilindrica australiana, nata esclusivamente per correre, è caratterizzata da componentistica di eccellente livello come le sospensioni Ohlins, gli splendidi cerchi Dymag in magnesio e le pinze freno AP Racing ad attacco radiale.
Volevo catturare inoltre la vostra attenzione su diversi elementi che compongono la moto quali lo splendido forcellone, la particolare forma del codone, la strumentazione Motec digitale, e le scritte incise sulla piastra superiore della forcella.

La parte più interessante di questa Irving Vincent è costituita dal motore bicilindrico a V di 50° che, con continue modifiche e aggiornamenti, è arrivato alla soglia dei 1600 cc!
Altre caratteristiche interessanti di questo particolare propulsore, che funge da elemento stressato della ciclistica, sono il raffreddamento ad aria, il cambio a cinque rapporti, le particolari misure di alessaggio e corsa di 100 X 100 mm ed il sistema di gestione elettronica Motec.
Per quanto riguarda le prestazioni, questa Irving-Vincent è in grado di sprigionare ben 165 cv a 6500 giri/min. Il peso della moto si aggira sui 175 kg.

L'ottimo lavoro dei tecnici che si sono occupati della realizzazione della ciclistica e anche della preparazione del twin ha permesso non solo di conseguire questo importante risultato ma ha anche consentito il ritorno di questo (piccolo) marchio storico ai vertici di una competizione motociclistica di un certo spessore.

Congratulazioni!

Francè
















Craig McMartin 2008:



Foto: Mc News e Irving-Vincent

Sunday, March 1, 2009

Harley Super XR-CR by Sundance Enterprises Inc.

La XLCR 1000 Cafè Racer è attualmente una delle Harley Davidson più rare e ricercate. Questa bicilindrica ad aste e bilancieri con cambio a quattro marce presentata nel 1976 e prodotta dal 1977 al 1979, può essere considerata un vero e proprio insuccesso commerciale della casa di Milwaukee. Disegnata da Willie G. Davidson, nipote di uno dei fondatori del marchio, la moto nacque prevalentemente per contrastare le moto sportive di quel periodo, prevalentemente italiane.
Il motivo di questo flop in termini di vendite era da attribuirsi alle caratteristiche che la moto aveva in quel periodo: la XLCR 1000 infatti era una vera e proprio moto sportiva, o "cafè racer" come indicano anche le ultime due lettere della sigla della moto.
La bicilindrica provocò reazioni poco felici sia da parte di coloro che per moto sportive intendevano le varie Norton Commando o le Ducati 900 SS, e sia da parte dei puristi Harley che non erano certo i clienti attratti da moto dall'uso estremo.
La XLCR venne prodotta in una particolare livrea completamente nera e in 3.133 esemplari.
Il successo di questa moto è stato postumo e venne molto apprezzata quando ormai era fuori produzione. Questo spiega non solo la rarità di questa XLCR, ma anche le quotazioni elevate richieste per un esemplare in buono stato.

Harley-Davidson XLCR 1977-1979:



Se la vostra passione per questa atipica moto diventata culto è troppo forte, non vi rimane che seguire due strade: la prima porta all'acquisto di un esemplare in buono stato peraltro molto difficile da trovare e l'altra consiste nel commissionare una special, magari uguale a quella che vi mostro oggi, ai ragazzi giapponesi della Sundance Enterprises.

Questo atelier ha realizzato una special per onorare proprio la XLCR e la particolarità della loro realizzazione risiede sostanzialmente nella "base" utilizzata per la trasformazione, ovvero una splendida Sportster 1200! Per sottolineare la discendenza dalle Sportster, il nome di questa special è XR-CR, dove le prime due lettere identificano la gamma d'ingresso al mondo Harley e le altre due richiamano alla sigla della nera Cafè Racer 1000.

La moto ricalca fedelmente i tratti principali dell'antenata di quasi trent'anni fa e il lavoro è veramente degno di nota.
Notate gli splendidi "funghi" che fuoriescono dal lato destro della moto, la nuova trasmissione a catena al posto di quella a cinghia, gli splendidi ammortizzatori Ohlins posteriori, il nuovo serbatoio sostituito al classico "peanut" delle Sportster, lo splendido codino monoposto, e lo scarico "due in uno"prodotto dalla stessa Sundance.
Peccato non abbiano riprodotto anche lo splendido giro di collettori della XLCR del 1977!

Dato il crescente interesse per il filone vintage, credo proprio che quest'Harley attualmente possa dire la sua e magari anche "vendicare", in termini esclusivamente commerciali, lo scarso successo della sua "progenitrice".

Francè















Foto: Sundance Enterprises Inc., cmmilanese e albatrosmt

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