Tuesday, May 5, 2009

Diorama Suzuki RGV 500 Γ K.Roberts 2001 by Modeler GP

Con il termine diorama si identificano delle riproduzioni in scala di particolari ambientazioni. Queste rappresentazioni sono allestite non solo in settori tecnici come ad esempio ingegneria ed architettura, ma anche in ambito modellistico.

Il diorama che potete osservare nelle foto in basso, ritrae il box del team Suzuki Telefonica Movistar del 2001, in cui correvano Kenny Roberts (campione del mondo l'anno prima), e lo spagnolo Sete Gibernau.

La moto sui cavalletti è la splendida RGV 500 di Roberts, per l'occasione priva della carenatura e, in alcune foto, anche di altri particolari.
L'originalità di questa rappresentazione non consiste solo negli accessori necessari all'ambientazione, tipici di un diorama (cavalletto portamoto e ausiliari, pannelli con il logo degli sponsor, vaschette di alluminio per il contenimento dell'olio esausto, pistola per la rimozione dei dadi e persino lo spray lubrficante!), ma anche nella maniacale rifinitura dei particolari tecnici della RGV e del suo quattro cilindri a V con ciclo a due tempi.

Non posso fare a meno di farvi notare le saldature, le diverse colorazioni e le molle presenti sulle espansioni, i "cappucci" delle candele colorati, i tantissimi cablaggi elettrici, i tubi di sfiato e i due serbatoi di recupero vapori, le svariate centraline di acquisizione dati, gli ingranaggi del propulsore, i distanziali delle pinze freno, le spire con "effetto rame" dell'alternatore, i tanti dispositivi antisvitamento e anche la spugna presente sul serbatoio dell'olio del freno anteriore!
Questi sono solo alcuni dei tantissimi particolari che vi invito a scorgere!

Sono letteralmente senza parole! Complimenti!

Francè























Foto: Modeler GP

Friday, May 1, 2009

AirTrix

Dopo avervi mostrato alcuni dei più grandi talenti dell'aerografia nazionale (parlerò ancora di loro successivamente), è arrivato il momento di dare spazio anche ad incredibili designer americani che si sono affermati con le loro favolose aerografie in questi anni.

Oggi parlerò della californiana AirTrix nata nel 1994, con sede a Santa Barbara e capeggiata da Chris Wood, che ben presto si è fatta conoscere non solo da tuner statunitensi del calibro di Roland Sands, ma anche da aziende di caschi, quali Arai Shoei e Suomy, che hanno affidato alla matita di questo atelier la veste grafica di alcuni dei loro prodotti.
Se avete un casco Suomy, con molta probabilità esso recherà sulla parte posteriore la firma dell'AirTrix!
La maestria di questo atelier non è solo richiesta da case produttrici di caschi e da preparatori custom ma anche da piloti delle competizioni motociclistiche di velocità come Troy Corser, Jamie Hacking o i fratelli Eric e Ben Bostrom.
Oltre alle varie grafiche per caschi, questo centro californiano è artefice anche delle immancabili "caricature" che contraddistinguono i vari piloti della velocità e del cross.

Caratteristica quasi sempre presente nelle verniciature dell'AirTrix, è l'immancabile effetto "glitter" che ha lo scopo di rendere ancora più brillante la colorazione e i particolari disegni.
Nelle foto in basso, potete osservare con quanta cura e passione sono realizzate, ricercate e curate le grafiche delle moto o dei caschi che passano sotto le mani di questi ragazzi californiani: non è certamente un caso che le aziende prima citate si affidino all'AirTrix per rendere ancora più appetibili e curati i loro prodotti!

Davvero complimenti a questi geni della grafica!

Francè

PS: cliccate sulle foto per osservare meglio i vari dettagli.


Roland Sands "UltraMotard":






Roland Sands "Grande Moco":







Roland Sands "No Segrets":





Roland Sands "Vintage":





Helmets:








Logos:






Foto: AirTrix, Motorcycle-Superstore e Duccutters

Wednesday, April 29, 2009

Pubblicità H-D Heritage 2000

"Vanno tutti di fretta. Attaccati ai telefonini. Collegati ad Internet. Seduti stretti stretti nel sedile di un Jet che li trasporterà al di là del mondo. Viaggiano e non vedono niente. Stanno dietro alle telecamerine. Riguarderanno la loro vita a casa. Sullo schermo. Se avranno tempo. Vanno tutti di fretta. Le loro motociclette fanno seicentodieci all'ora. Per fare più in fretta. Per viaggiare più chilometri. Per arrivare più lontano. Senza vedere nulla. Senza annusare un profumo. Senza veder cosa c'è oltre la linea di cemento che separa l'autostrada dal mondo. Dalla vita. Dalle emozioni che scorrono lente al bordo delle provinciali addormentate. Nei piccoli bar di paese dove il mondo non ha fretta di vivere. Dove nessuno si strafoga di attività che mangiano i nervi. Che distruggono l'amicizia. C'è un mondo cosi bello che sta proprio fuori dal primo casello. Ci sta una rete di strade che non hanno fretta di arrivare. Ci stanno un milione di paesini dove il caffè ha i tavolini consumati dalla tranquillità di persone che parlano con calma con la musica dell'accento locale che cambia, con il passare dei chilometri.
E c'è una motocicletta capace di andare piano, piano. Bassa, comoda. Borbottante. Col parabrezza per non prendere i moschini nei denti mentre si sta a chiacchierare col passeggero. Che sta seduto più su per vedere il mondo anche lui. O lei. Con le borse per potersi portare quel che serve per non avere freddo al tramonto. Con le cromature per specchiare il cielo. Con i nuovi freni per rallentare ancora di più. Col nuovo motore Harley che non vibra più.
Cosi che si possa, al ritorno, imboccare l'autostrada per lanciarsi a manetta verso casa. Freneticamente. Superando. Suonando. Velocissimi. Per riprendere a tutta velocità l'allenamento alla vita che ci aspetta appena tornati in città. Dietro ai telefonini, ai fax. Alle rotture di balle della vita moderna. E per prepararci alla prossima vacanza. Alla quiete che ci aspetta. Assieme alla motocicletta più calma del mondo. Che quest'anno è completamente nuova."

Carlo Talamo

Foto: Fedro Triple

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