Friday, September 18, 2009

Moto Guzzi "Classic Le Mans 2009" by Dynotec

All'estero le moto italiane sono considerate alla stregua di "oggetti di culto" e i moltissimi appassionati che cavalcano le "nostre" belve sono li a dimostrarlo. Laverda, Moto Guzzi, Ducati, MV Agusta, sono marchi mitici che conservano un fascino che fa ancora breccia nel cuore degli appassionati di tutto il mondo.
La Moto Guzzi in particolare, è oggetto di trasformazioni di ogni genere, e i ragazzi tedeschi della Dynotec, da sempre noti nell'ambito del tuning delle bicilindriche prodotte a Mandello del Lario, hanno proposto ultimamente una cafè racer che mi ha colpito non solo per l'equipaggiamento sportivo, ma anche per le forme classiche, da pura cafè racer.

Le informazioni presenti sul sito, purtroppo, sono unicamente in lingua tedesca e non sono riuscito a comprendere bene l'entità delle modifiche, soprattutto quelle riservate al propulsore che non penso sia stato rivisto esclusivamente negli scarichi e nei carburatori.
Tuttavia, si possono scorgere componenti di assoluto rilievo, quali un inedito serbatoio in alluminio, i cerchi a raggi con canale nero Excel e mozzo anodizzato, nuovi freni a disco anteriori Braking "wave", gli ammortizzatori posteriori Ohlins, la forcella anteriore tradizionale di origine Triumph con piastre realizzate ad hoc, la sella monoposto con rifiniture in Alcantara, gli splendidi carburatori con cornetti in alluminio e i nuovi comandi al manubrio.
Molto bella la colorazione, anche se lo storico abbinamento "verde legnano - telaio rosso" probabilmente avrebbe esaltato in misura maggiore le forme di questa racer stradale.

Per uscire dalla crisi che attanaglia lo splendido marchio dell'Aquila, mi auguro che vengano prese in considerazione special di questo tipo per la creazione di nuovi modelli, soprattutto considerando non solo l'enorme patrimonio storico di cui gode la Guzzi, ma anche il fascino che il bicilindrico trasversale, soprattutto nella versione a due valvole, è in grado di emanare.
Purtroppo ho l'impressione che l'attuale dirigenza veda la Guzzi solo come un peso da cui liberarsi al più presto, e non come un marchio dalle eccezionali potenzialità.

Francè





















Foto: Dynotec

Wednesday, September 16, 2009

Honda CB 750 Cafè #1 by White House Japan

Il 2009 è stato caratterizzato dall' uscita, dai listini giapponesi della Honda, di un modello storico che in passato è stato importato anche in Italia: la famosa CB 750.
Le ragioni che hanno messo fine alla carriera di questa pietra miliare della casa dell'ala dorata sono probabilmente da ricercare nella difficilissima situazione economica del mercato motociclistico nipponico e, soprattutto, al periodo di crisi che ha colpito l'economia mondiale.
La CB 750 anche se aveva dalla sua linee classiche e senza eccessi, esaltate però dall'ultima versione speciale in edizione limitata - commercializzata nel 2007 e dedicata al grandissimo campione americano Freddie Spencer (foto sotto) - era caratterizzata da soluzioni tecniche convenzionali ed economiche.

Honda CB 750 S.E. "Freddie Spencer Tribute" 2007:


Rispetto alla progenitrice che ha cambiato il modo di intendere la motocicletta, la CB 750 ha perso nel tempo quell'appeal proprio delle prime versioni e i ragazzi giapponesi della White House hanno approntato un kit estetico, a mio parere riuscitissimo, per "rivitalizzare" la linea di questa quadricilindrica raffreddata ad aria ed alimentata a carburatori.
La CB 750 è stata trasformata in una splendida replica stradale della fantastiche Honda da Endurance RCB 1000 ed RS 1000 (di cui vi ho già parlato precendentemente) vincitrici di ben cinque campionati dal 1976 al 1980!

Nelle immagini seguenti è possibile osservare la moto in varie versioni che si differenziano sostanzialmente per le carenature (semi o completa), per le colorazioni (replica RCB, Carbon e Silver), e per alcuni particolari come la colorazione del singolo scarico, le sospensioni, il serbatoio, e i carburatori.
Ovviamente preferisco il classico tricolore Honda, ma devo riconoscere una certa eleganza anche alle altre due livree, caratterizzate nel terzo caso dal bellissimo contrasto tra il serbatoio in alluminio e il nero delle sovrastrutture e nell'ultimo da un'eleganza e sobrietà tipica degli abbinamenti cromatici delle Honda negli anni '80.

Volevo farvi notare anche altri particolari degni di nota come gli ammortizzatori posteriori Ohlins e Showa, il bellissimo codone monoposto, gli attacchi rapidi delle carene, la nuova piastra di sterzo con i nuovi semimanubri, i due piccoli faretti che emergono dal nuovo cupolino, gli specchietti retrovisori "a cono", le nuove fiancatine laterali in carbonio, e lo splendido scarico quattro in uno.

Oltre a complimentarmi con i ragazzi della Whitehouse per questo splendido lavoro spero che questo filone delle "Endurance Replica" possa prendere piede al più presto in modo tale da allargare ulteriormente la scelta nel segmento delle moto ispirate a linee del passato.

Francè

PS: Ne voglio una!


Honda CB 750 Cafè "Replica RCB":











Honda CB 750 Cafè "Replica RS":





Honda CB 750 Cafè "carbon":








Honda CB 750 Cafè "silver":









Foto: White House e Honda Japan

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