Monday, April 19, 2010

Friday, April 16, 2010

Photo #47 - KTM Power Parts "Radial Roadlok"

Se anche voi, come me, fate parte della schiera di coloro che almeno una volta nella vita hanno dimenticato di disinserire il bloccadisco dalla motocicletta, magari combinando disastri economicamente notevoli, sappiate che la Ktm nella sua lista di parti speciali "Power Parts" ha inserito un particolare antifurto, denominato "Radial Roadlok" che vi consente di contenere i danni provocati da questa nefasta dimenticanza, mantenendo però il livello di sicurezza proprio di questi dispositivi che vengono installati sui dischi freno.

L'antifurto è costituito da un telaio, permanentemente fissato alla pinza freno anteriore, nel quale è inserito un meccanismo che, tramite apposita chiave, blocca efficacemente il disco.
I lati positivi consistono principalmente nel notevole risparmio in termini di ingombro, sporcizia (che puntualmente si deposita su bloccadisco e catene), peso trasportato e soprattutto nel fatto che la possibilità di cadere da fermi e di combinare danni, si riduce notevolmente...

Gran bella idea!

Francè

PS: il sistema non può essere utilizzato con i dischi dal profilo Wave!




Foto: KTM e MCN

Wednesday, April 14, 2010

Triumph "Job & Race" by Mr Martini

Tra le varie special su base Triumph Thuderbird 900 che ho osservato in questi anni una menzione d'onore spetta alla "Job & Race" preparata dal veronese Nicola Martini, nome noto nell'ambiente Triumph soprattutto per le meravigliose personalizzazioni che realizza sulle note moto inglesi .

La tricilindrica d'oltremanica di Mr Martini, alimentata a carburatori (dotati di kit Dynojet), è caratterizzata da una nuova linea con semicupolino dotato di doppio faro tondo (già visto in passato sulla Hyde Harrier) e da un nuovo codone, con sella inedita, realizzato partendo da quello di una Triumph Thruxthon.
La borsa rigida laterale, accessorio proveniente dall'endurona Tiger 955i, oltre a regalare una certa praticità funge anche da supporto per il gruppo ottico posteriore.

Questa Thuderbird sembra voler inaugurare un nuovo filone, quello delle "city cafè racer": i semimanubri e il look classico abbinato ad un impianto Brembo e ad un avantreno di provenienza Ducati, lasciano intuire sia un utilizzo in totale relax e sia un impiego più sportivo.

Altri particolari davvero notevoli di questa racer e che gradisco molto sono gli scarichi Supertrapp (con collettori originali) che fuoriescono dalla parte inferiore del tre cilindri, il forcellone di provenienza Triumph Speed Triple prima serie, le nuove pedane arretrare Raask, lo splendido tappo del carburante, la serie di spie di servizio al lato del semicupolino, i supporti del parafango anteriore in plexiglass, alcuni particolari cromati del propulsore (testata e coperchio frizione) e la splendida disposizione delle decals Triumph sul dorso del serbatoio.

Per quanto riguarda la produzione di serie, una moto simile alla "Job & Race" è stata proposta in serie, agli inizi degli anni 2000, dall'americana Buell con la S3 Thunderbolt. Nonostante la linea meno classica e l'assenza di semimanubri, il concetto di moto "fun" per la città e i tornanti non è poi cosi nuovo, ma a Mr Martini spetta sicuramente il merito di aver applicato questo concetto su una splendida cafè racer.

Bravo!

Francè























Buell S3 Thunderbolt 2002:


Foto: Mr Martini e Total Motorcycle

Monday, April 12, 2010

Yamaha XS 650 Flat Tracker by Red Max Speed Shop

Ricordate la Yamaha XS 650 cafè racer che vi ho mostrato qualche tempo fa? La prima moto a quattro tempi di grossa cilindrata della casa di Iwata, nonostante l'età - venne infatti presentata al salone di Tokyo del 1969 - si presta ancora a molteplici trasformazioni, molto diverse tra loro.

La Yamaha XS 650 Flat Tracker che vedete in basso, dimostra ancora una volta come con un pò di inventiva e con qualche piccolo particolare, è possibile ridare nuova vita anche a moto non più recenti.
Questa twin del 1978 è stata allestita dalla "Red Max Speed Shop" di Andover che ha effettuato diversi interventi soprattutto sulla parte estetica, lasciando inalterate le doti di affidabilità del propulsore nipponico. La linea della moto è stata modificata anche grazie all'utilizzo di una nuova sella Champion e di un serbatoio Trackmaster.

La parte posteriore della moto è stata ricostruita: ora la moto è dotata di ammortizzatori Koni. Il manubrio, che ha modificato anche la posizione di guida, è marchiato Renthal. Il lato sinistro di questa Yamaha è dominato dal nuovo impianto di scarico: realizzato dalla Co-built, dona alla moto un fascino particolarmente "racing". La bicilindrica giapponese è stata verniciata secondo i gusti del proprietario, Drogo Michie, che si è ispirato ai colori di una BSA degli anni '70 da dirt track.

Bella!

Francè















Foto: Red Max Speed Shop e Bike Exif

Design Corner - BMW "K 1300 GS" by Petit Motorcycle Crèation

E' lecito pensare che il segmento delle maxi-enduro potrà diventare prossimamente un altro grande "terreno di confronto" per le case motociclistiche europee e giapponesi.
Dopo l'acceso scontro nel mondo delle hypersport e delle naked infatti, il mercato delle "endurone" inizia ad arricchirsi di nuove proposte sempre più affascinanti e tecnologiche.
Ogni casa interpreta questo modo di intendere la moto in maniera differente e al momento, a mio avviso, è possibile dividere questo settore in tre grandi filoni:
  • stradali "pure"
  • "strada/enduro"
  • "strada/supermotard"

Stradali "pure"

Al momento le uniche vere "endurone" prettamente stradali, di cilindrata over 1000, sono le due tricilindriche Triumph Tiger 1050 e Benelli TreK 1130 e la nuovissima bicilindrica Ducati Multistrada 1200. Queste moto, che hanno come progenitrice la Yamaha TDM 850, hanno la caratteristica di essere completamente votate all'asfalto con il pregio non trascurabile, rispetto alle cugine naked, di essere decisamente più protettive e confortevoli.
Propulsori installati su moto sportive e grandi doti ciclistiche consentono viaggi a lungo raggio ma anche occasionali puntate in pista. Il concetto di poliedricità è pienamente rispettato e probabilmente le "endurone con le ruote da 17 pollici" possono realmente definirsi le moto "totali".

Triumph Tiger 1050 2007:


Benelli TreK 1130:


Ducati Multistrada 1200 2010:


Strada/Enduro

La regina di questo segmento, come ben sapete, è la stra-venduta Bmw GS 1200 (rinnovata profondamente nel propulsore per il 2010) vera capostipite di questo settore. Nonostante siano in tutto e per tutto delle moto stradali, è possibile effettuare con (alcune di) queste bicilindriche del fuoristrada non impegnativo.
Caratterizzate da pneumatici di dimensioni e disegno leggermente votati all'impiego "off-road", queste moto hanno subìto, a mio avviso, in maniera negativa "l'effetto GS".
Piuttosto che creare realizzazioni con una personalità spiccata, i costruttori come Moto Guzzi e Moto Morini ad esempio, hanno deciso con la Stelvio 1200, di simulare in maniera eccessiva le forme e il look della bicilindrica tedesca e, con la Granpasso, di addomesticare un "cavallo di razza" prevalentemente nato per l'asfalto.

Bmw GS 1200 2010:


Moto Guzzi Stelvio 1200 2008:


Moto Morini Granpasso 1200 2008:

Discorso a parte merita KTM che con l'Adventure 990, ha trasferito "sull'asfalto" le splendide navi del deserto che hanno corso la Dakar, proprio come accadeva negli anni '90 con Cagiva, Honda e Yamaha.

Ktm Adventure R 990 2009:

Ultima novità in questo segmento spetta proprio alla casa dei 3 diapason: la XT 1200 Z Tenerè, presentata poco tempo fa, nonostante abbia un look decisamente armonioso è, a mio avviso, troppo influenzata dal "successo GS": basti pensare alla trasmissione cardanica, decisamente poco rispettosa della tradizione Yamaha su questo tipo di realizzazioni.

Yamaha XTZ 1200 Super Tenerè 2010:

Le altre giapponesi, quali Suzuki V-strom e Honda Varadero possono considerarsi nel ciclo finale della loro carriera. La prima è già uscita dai listini, mentre la seconda, probabilmente, verrà sostituita con una nuova enduro spinta dal propulsore della VFR 1200 F e porterà alla ribalta il blasone e il nome della XRV 750 Africa Twin.

Suzuki DL V-Strom 1000:


Honda XL 1000 Varadero 2007:


Strada/Supermotard
Questo "filone" l'ho creato in realtà, esclusivamente per inserire la KTM 990 SMT. La casa austriaca ha voluto coniugare con questa bicilindrica, l'aspetto "giocoso" del mondo supermotard con quello "pratico" e votato ai viaggi delle endurone prima citate. L'ibrido austriaco, a detta di alcune opinioni lette su riviste specializzate, preferisce di gran lunga il primo aspetto...e tradisce cosi le sue origini prettamente pistaiole.
Il settore delle "Supermotard-oversize" (che comprende Ducati Hypermotard, Bmw Megamoto, Morini Granferro, KTM SM 990 e prossimamente Aprilia Dorsoduro 1200) non appartiene a questa categoria, decisamente troppo votata all'aspetto "fun" e specialistico della disciplina.

Ktm SMT 990 2009:


Bmw "K 1300 GS"
In rete mi sono imbattuto in un bozzetto che ha destato la mia curiosità e che mi ha permesso di fantasticare, come spesso accade quando osservo simili lavori.
Il disegno è realizzato dal francese Nicolas Petit e ritrae una fantomatica endurona Bmw della serie K!
Con lo stesso chassis e con lo stesso esplosivo quattro cilindri in linea della versione R questa "K 1300 GS" potrebbe inserirsi tranquillamente nel settore delle "stradali pure" citato prima e...perchè no...essere la prima enduro stradale a quattro cilindri in linea!
La potenza incredibile del suo motore potrebbe tranquillamente essere "addomesticata" con gli ultimi sistemi elettronici e quindi rendere meno timoroso l'approccio con una moto cosi performante.

Considerando che la Bmw, tra concept e prodotti di serie, ha creato negli ultimi anni delle moto a dir poco incredibili, quale miglior proposta per continuare a stupire noi motociclisti?

Francè


Bmw "K 1300 GS":


Foto: Petit Motorcycle Crèation, Bikewalls, Motoblog, Omnimoto e Moto-Station

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