Tuesday, July 13, 2010

Millepercento "Motard One" by Officine Rossopuro

Il mitico bicilindrico trasversale Guzzi è stato installato in passato su motociclette molto diverse tra loro e l'idea di accoppiare il twin di Mandello del Lario ad una supermotard si è concretizzata al Salone di Milano 2009 con ben due modelli: la concept modulare presentata dalla Guzzi e una bellissima special presentata dalla Millepercento e realizzata da Filippo Barbacane (Officine Rossopuro), denominata "Motard One".

La linea di questa maxi-motard è molto equilibrata e mi piace davvero molto sia il nuovo faro anteriore con la particolare "calotta" in carbonio, sia il serbatoio con i convogliatori dello stesso materiale che abbracciano le teste del "Big Bore" da 1402 cc realizzato dalla Millepercento.
Il propulsore non è infatti il classico Guzzi che conosciamo: oltre alla nuova cilindrata, il bicilindrico ad aste e bilancieri possiede il raffreddamento a liquido e numeri di coppia e potenza da record! 134,6 CV a 7.100 giri/min e una coppia di 15,9 Kgm a 5.600 giri/min sono valori davvero notevoli.

Il telaio della Motard One deriva da quello della Guzzi Stelvio 1200. Oltre al monoammortizzatore Ohlins, è possibile scorgere una forcella upside down a perno avanzato. Completano la dotazione i cerchi Marchesini con razze a Y, pinze Brembo e dischi anteriori Braking wave.

Spero che la Moto Guzzi possa entrare in questo segmento di mercato molto presto, magari riprendendo i tratti stilistici di questa ennesima, splendida realizzazione di Filippo Barbacane.

Bellissima!

Francè

PS: godetevi il sound della Motard One nel video!









Foto: Filippo Barbacane e Moto.it

Video: YouTube

Monday, July 12, 2010

NCR Millona 16 2010

In passato vi ho mostrato spesso splendide specials su base Ducati costruite dall'azienda italo-giapponese Moto Corse, che mi hanno colpito non solo per la loro ricercata ed elegante veste grafica ma anche per l'incredibile qualità e raffinatezza delle parti speciali installate.

Nei dintorni di Bologna esiste un altro luogo magico nel quale vengono allestite splendidi capolavori, esclusivamente su base Ducati, che risponde al nome di NCR (acronimo di "Nepoti Caracchi Racing") che costruisce a mano motociclette caratterizzate da una maniacale cura del particolare e da una estrema attenzione nella lavorazione dei materiali quali titanio e carbonio.
L'affinità con la Moto Corse risiede, a mio avviso, proprio nella magistrale esecuzione di parti speciali realizzate con nobili e leggerissimi materiali.

La NCR, fondata nel 1967, può essere considerata come un "reparto corse indipendente" della Ducati che, negli anni '70, non era coinvolta direttamente nelle competizioni. Alla NCR l'imperativo era alleggerire e potenziare i propulsori e migliorare le doti ciclistiche delle Ducati...cura che portava vittorie sui circuiti di tutto il mondo, un fornito e famoso catalogo di parti speciali, e serie limitate oggi molto ricercate e quotate.

Alla fine del 2001 il marchio NCR è stato acquistato dalla Poggipolini Group (azienda leader mondiale nella lavorazione di leghe leggere come il titanio, il magnesio, l'alluminio e acciai speciali) e, attraverso la passione del suo presidente, questo mitico marchio strettamente legato alla Ducati e alle competizioni ha iniziato, dal 2005, a produrre motocicli su base Ducati mantenendo il vastissimo catalogo accessori per le moto di Borgo Panigale.

NCR Millona 16
Dopo aver visto realizzazioni su base Hypermotard, Sport Classic, 848 e nuove creature come la Millona, mai mi sarei aspettato dalla NCR una special basata sulla meccanica della Desmosedici RR!
Il dato che più di tutti esprime la cura e la lavorazione di metalli e materiali compositi è il rapporto peso potenza: circa 145 kg per oltre 200 cavalli! Valore, tra l'altro, raggiunto con tutti gli accessori utili per la circolazione su strada! Le sovrastrutture la rendono simile ad una "cafè racer" e mi piace moltissimo il nuovo codone "a becco d'anatra" che integra lo scarico.

Snocciolando la scheda tecnica della Millona M16 appaiono due vere e proprie opere d'arte che consistono in un telaio e in un forcellone interamente realizzati in fibra di carbonio che, uniti al nuovo impianto di scarico completamente realizzato in titanio consentono alla moto di ottenere un peso record.
I cerchi sono in fibra di carbonio, cosi come altri elementi quali: il serbatoio, il reggisella, il kit aspirazione airbox, il parafango anteriore, la carena anteriore, il telaietto anteriore e il supporto luci anteriore e posteriore. L'intera viteria della moto, con trattamento superficiale Poggipolini, è in titanio.
I dischi sono Braketech AXIS/CMC (ceramic matrix composites) da 220 mm, morsi da pinze Brembo monoblocco. La moto, come tutte le NCR, è interamente realizzata a mano e completamente personalizzabile nella veste grafica e nelle dotazioni.

Il prezzo di questa moto davvero molto esclusiva ed estrema è su richiesta...e non riesco proprio ad immaginare che emozioni possa dare guidare una "piuma" con la potenza di una Motogp!

Fantastica!

Francè















Foto: NCR Factory

Friday, July 9, 2010

Kawasaki Z 1000 R Special #2

Le specials su base Kawasaki Z preparate dai più svariati tuners giapponesi sono davvero molte e l'ennesima realizzazione che vi mostro oggi l'ho scovata per caso sul portale nipponico BikeBros.

Questa Z 1000 R è stata allestita con componenti di altissima qualità. Mi hanno colpito il forcellone in alluminio con capriata di rinforzo inferiore (che ha comportato la sostituzione degli pneumatici originali con altri di diverse dimensioni), i nuovi cerchi a razze, lo splendido impianto di scarico con relativo terminale simile a quello della Yamaha M1 Motogp, le sospensioni Ohlins, le pinze Brembo accoppiate a dischi Braking wave ed i nuovi carburatori Keihin che risaltano minacciosi dalla parte inferiore del serbatoio.

Purtroppo le informazioni su questa Kawa sono in giapponese ma è plausibile pensare che i preparatori di questa muscle-naked siano intervenuti anche per incrementare, attraverso la sostituzione di componenti interne, la potenza e la coppia del quattro in linea.
Secondo me le uniche "note stonate" risiedono nella colorazione, davvero troppo appariscente, e nella "vasca" in carbonio che appesantisce non poco la vista laterale della moto.

Bella!

Francè









Foto: Bikebros.co.jp

Tuesday, July 6, 2010

Pubblicità Triumph Speed Triple 1996

"Quando le motociclette erano motociclette e gli uomini erano uomini. O se preferite: quando il carattere e la personalità emergono con prepotenza. La Speed Triple è la figlia della passione. Nessun compromesso. La nuda essenza della motocicletta vera. Possente. Perchè ci sono tante motociclette che nascono e muoiono senza lasciare traccia. Ed altre che restano. E resteranno per sempre. Nel cuore degli appassionati e nella storia della motocicletta. E la Speed Triple non è soltanto bellezza animale, ma anche la coppia e l'affidabilità del classico e modernissimo trecilindri Triumph. Eppoi freni potenti. E tutta la tecnologia utile per andare in motocicletta. Su una vera motocicletta."

Speed Triple '96: 3 cilindri 900 cc, 6 marce, 12 valvole. Lire 19.000.000 chiavi in mano.


Foto: Fedro Triple

Monday, July 5, 2010

Dainese-AGV Guy Martin wrecked TT 2010

Le terribili immagini dell'incidente di Guy Martin avvenuto a "Glen Vine" nella classe Senior TT del Tourist Trophy, hanno fatto il giro del mondo. La sua Honda CBR 1000 letteralmente distrutta e bruciata è comparsa su tutti i siti e portali motociclistici.
Il pilota inglese nell'impatto avvenuto alla velocità di 130 mph (circa 208 Km/h) ha subito una brutta botta e ferite al torace che hanno richiesto il ricovero in ospedale.

In basso vi propongo le immagini dell'equipaggiamento che ha salvato la vita a Guy. La tuta Dainese, visibilmente segnata, ha svolto egregiamente il suo lavoro, cosi come il casco Agv. Purtroppo la tuta non era provvista del sistema D-Air che, probabilmente, avrebbe potuto evitare al pilota inglese l'infortunio subito.

La Dainese proprio con Guy sta mettendo a punto un airbag integrato nella tuta che deve ancora essere perfezionato per l'uso "on the road". Il D-Air che abbiamo già visto in azione infatti, utilizzato esclusivamente in circuito, ha una logica di funzionamento sensibilmente diversa da quella richiesta per proteggere il pilota nell'utilizzo su strada.

La bella stagione è ormai iniziata, e anche se il caldo è asfissiante, viaggiate protetti! SEMPRE!

Francè
















Foto: Dainese e Motoblog

Thursday, July 1, 2010

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