Wednesday, April 16, 2008

BMW S 1000 RR 2008

Oggi la BMW ha presentato alla stampa, le foto della sua nuova ipersportiva che debutterà l'anno prossimo in Superbike. La moto è dotata di un quattro cilindri in linea e trasmissione finale a catena. A me la moto piace moltissimo, e devo riconoscere una certa somiglianza con la Kawasaki ZX-10R e Suzuki GSX-R 1000. La componentistica, da quello che si può vedere in foto, è al top: cerchi OZ, scarico Akrapovic, iniezione Dellorto, sospensioni Ohlins e freni Brembo. Ora non resta che aspettare la versione stradale di questa nuova ipersportiva bavarese che si preannuncia ricca di soluzioni tecnologiche e di prestazioni al vertice.
Dirette concorrenti di questa moto, oltre alle quattro supersportive giapponesi, saranno le bicilindriche Ducati e KTM, e la nuovissima Aprilia 1000, già presentata qualche mese fa, anche lei come la BMW, in allestimento corsa.
Complimenti alla BMW e a Motoblog, che ha saputo dare la notizia con una tempestività assoluta.

Francè




Foto: Motoblog

Tuesday, April 15, 2008

Petronas FP1 900 2004

Oggi vi parlo di una moto molto particolare, che nonostante i tantissimi capitali spesi per crearla e svilupparla, sia in versione da corsa che nell'allestimento stradale, non ha raggiunto gli obiettivi che gli industriali prima, e i progettisti dopo, si erano proposti.

Per i petrolieri malesi della Petronas, l'intenzione di correre in un campionato motociclistico alla fine del 2000 è sempre piu concreta. Nello stesso periodo la Dorna, organizzatrice del campionato mondiale di motociclismo, annunciava una svolta storica: l'abbandono del motore a due tempi in favore dei quattro, di cilindrata 990.
Data la somiglianza strutturale con i motori da Formula Uno, i malesi commissionarono un propulsore tricilindrico di 990 cc alla Sauber Petronas Engineering (società con sede in Svizzera frutto di una joint venture proprio con la Petronas).
Dopo la creazione dei primi prototipi ci si rese conto molto presto della difficoltà nel far nascere una moto da corsa di questo tipo partendo da zero, e soprattutto, nel confrontarsi con colossi come Honda e Yamaha, con esperienza molto più estesa in tema di motori e moto in generale.

Qui in basso potete notare le foto della moto nata per la Motogp:






Dopo aver tentato inutilmente di vendere la moto ad eventuali clienti intenzionati a correre nella nuova categoria Motogp, si decise di optare per un campionato che garantisse comunque buona visibilità e allo stesso tempo costi abbastanza contenuti: la Superbike.


Dopo aver ingaggiato il quattro volte campione del mondo della Superbike, Carl Fogarty, venne costruito sotto la sua direzione tecnica un team di assoluto valore che ebbe il compito di sviluppare la moto, profondamente rivisitata rispetto al modello nato per la Motogp. Fogarty diede anche il nome alla scuderia...infatti "Foggy" è il nomignolo con cui si faceva chiamare ai tempi delle corse in Superbike.
La modifica più evidente della "nuova" moto era appunto la cilindrata scesa a 900 cc, indispensabile per gareggiare nel campionato Superbike di qualche anno fa che prevedeva le bicilindriche di 1000 cc contrapposte alle quattro cilindri, prima di 750 cc e poi passate anche loro alla cilindrata da un litro nel 2004. Lo sviluppo del motore della Petronas, per gareggiare in Superbike, venne seguito dalla Suter Racing Technology, altra società svizzera nata dalla Sauber Petronas Engineering.
Qui in basso vi mostro le foto della Petronas FP1 da Superbike, che ha corso dal 2003 al 2006, ottenendo qualche podio e qualche superpole:



Per poter correre nel mondiale Superbike è necessario che il modello da corsa derivi da quello stradale. Nonostante non avesse mai costruito moto, pur di correre in Superbike, la Petronas allestì nel 2004 una serie di 150 esemplari (numero minimo di moto necessario, per le aziende di piccole dimensioni, per ottenere l'omologazione per correre) di cui si sono letteralmente perse le tracce e non so dirvi neanche se siano state vendute. La Petronas, attraverso una deroga al regolamento, riusci a correre nel campionato per i primi tempi, anche senza l'effettiva produzione delle moto.

La costruzione materiale delle 150 moto, venne commissionata alla Modenas, azienda del Regno Unito. Il motore tricilindrico da 900 cc della moto di serie, raffreddato a liquido, erogava 127 cavalli a 10.000 giri al minuto. Lo scarico sotto il codone era in titanio. Il cambio era a 6 rapporti e di tipo estraibile e la frizione antisaltellamento a secco. Le sospensioni erano Ohlins, i freni Brembo e i cerchi erano dei bellissimi OZ a 6 razze in magnesio. Il peso era di circa 181 chili.
Il prezzo si aggirava sui 45000 euro e i colori erano il caratteristico verde acqua, nero e grigio.

Francè





Foto: Motobiking , Motorcycle Usa e McJournalen

Saturday, April 12, 2008

Talamo #12

"Era nera.
Come una locomotiva.
E profumava d'olio. Di chilometri.
Il calore che emanava lo potevi sentire a dieci passi.
Fango e sporco testimoniavano di strade lontane.
Io avevo otto anni.
Quella motocicletta,
sola nel caldo di un pomeriggio di tanto tempo fa,
quella motocicletta io non posso dimenticarla.
La pelle delle vecchie borse doveva aver visto temporali,
vento e lunghe giornate di sole.
Vivevo allora in un paesino nel sud dell'Italia.
Motociclette ce n'erano poche.
Di una Parilla mi ricordo. E di una Guzzi.
Rossa.
La vecchia motocicletta straniera che odorava
di territori lontanissimi riempiva la piazza.
Ed i miei occhi di bambino.
Forza.
Nei suoi grandi cilindri rigati d'olio.
Solitudine.
Nella sella di cuoio che
non poteva ospitare passeggeri.
Qualcuno, dietro di me, mormorò un nome.
Con rispetto mi sembrò.
Io non lo sapevo allora,
ma quel nome avrebbe accompagnato la mia vita.
È con me da tanto tempo.
Mi vive accanto.
Fortemente.
Era l'estate del '59.
In Calabria.
Era una Harley-Davidson.
Aveva attraversato l'oceano. E probabilmente la guerra.
Un uomo attraversò la piazza.
Forse mi sorrise.
E quando la polvere si dissolse
dietro al profondo suono di quel vecchio motore,
poche macchie d'olio sulla terra
ricordavano dolcemente il suo passaggio.
Un caldo odore di benzina mi circondò per un attimo."

Carlo Talamo

Friday, April 11, 2008

Photo #9 - Ducati 1098 R's exhaust

Gli scarichi della nuova 1098 RS (del team Airwaves Ducati, campionato britannico superbike), visti da un'angolazione un pò particolare...

Francè


Foto: Motorbike Sport

Thursday, April 10, 2008

Moto Guzzi Special #1

In Germania e anche in altri paesi europei per la moto italiana in generale c'è un vero e proprio culto, che da noi, sotto certi aspetti, manca. Aprilia, Laverda, Benelli, Morini, Ducati, Moto Guzzi, Mv Agusta sono delle vere e proprie icone e stili di vita e non solo marche di motociclette.
Girovagando in rete mi sono imbattuto in questa fantastica special su base Guzzi che mi sembra sia stata letteralmente costruita ex-novo intorno al mitico bicilindrico ad aste e bilancieri che ha fatto, e che continua a scrivere, la storia della Guzzi.
Devo essere sincero: appena l'ho vista ho pensato allo splendido disegno di Oberdan Bezzi che ho proposto nel primo post a lui dedicato. Magari con alcuni piccoli accorgimenti è possibile anche renderla uguale al disegno di Oberdan, che vi ripropongo come ultima foto.
Complimenti ai realizzatori tedeschi di questa special!

Francè


PS: notate i carburatori con i cornetti anodizzati, letteralmente attaccati ai cilindri!






Disegno e foto: Motosketches - v11sport.de

Wednesday, April 9, 2008

Yamaha XJR 400 R 2008

Anche la Yamaha, come Kawasaki, Honda e Suzuki, ha nella sua gamma dedicata al mercato giapponese, una naked di cilindrata 400. La Yamaha XJR è un modello che, nella cilindrata 1300, conosciamo già, ma in Giappone questo modello ha avuto e ha tuttora una carriera commerciale di tutto rispetto. Credo, a giudicare dalla quantità dei modelli presenti, che il settore naked sia il segmento che garantisce il maggior numero di vendite sul suolo giapponese, e a sostegno della mia tesi, c'è anche il tentativo qualche anno fa da parte della Ducati, di esportare in Giappone la Monster nella versione 400 (peraltro venduta in pochi esemplari anche in Italia).

La XJR è dotata di un quattro cilindri in linea frontemarcia, alimentato a carburatori. Anteriormente ci sono due freni a disco stretti da pinze Sumitomo e i doppi ammortizzatori sono marchiati Ohlins. La linea della moto è molto pulita e filante e, cosi come per la Kawasaki, anche questa moto si rifà alle maxi-naked giapponesi tanto in voga negli anni '70. A giudicare dalla presenza costante di questa moto nel catalogo giapponese della Yamaha, ritengo che abbia anche un buon successo tra i motociclisti giapponesi.
Nelle foto la potete osservare nei colori 2008...conoscendo la bravura che ha la Yamaha nel definire le grafiche delle sue moto, mi aspettavo livree che accentuassero il carattere da muscle-bike, ma evidentemente hanno preferito utilizzare colori più sobri.

Francè






Foto: Yamaha Japan

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