Thursday, October 1, 2009

Yamaha YZR-M1 Biaggi 2002 by Max Moto Modeling

Nel 2002 la nuova classe denominata "Motogp" sancì il ritorno dei motori a quattro tempi nella classe regina del motociclismo.
La Yamaha debuttò in questa categoria con la YZR-M1, quadricilindrica in linea che verrà ricordata sia per le prestazioni non all'altezza della rivale Honda RC 211V a cinque cilindri, e sia per la sua alimentazione inizialmente a carburatori abbinata ad una cilindrata del propulsore che, sui primi prototipi, non raggiungeva il limite regolamentare dei 990 cc!

I primi collaudi della moto vennero effettuati da Max Biaggi e i tempi record registrati sui circuiti di tutto il mondo, nei test del 2001, crearono una notevole aspettativa su questa moto disattesa per quasi tutto il campionato dell'anno seguente.
La quattro cilindri venne portata in gara sia dall'italiano, che nel 2002 riuscì a conquistare due gran premi (GP della Repubblica Ceca e della Malesia), e sia dallo spagnolo Carlos Checa, oggi pilota del team Honda Ten Kate in Superbike.

La rappresentazione in scala e il relativo diorama che potete osservare nelle immagini in basso, ritraggono la YZR-M1 di Max Biaggi del 2002.
La cura mostrata nella riproduzione del dettaglio è elevatissima come dimostrano alcuni particolari quali la carena strettamente derivata da quella della YZR 500 del 2001, l'enorme silenziatore in carbonio con il logo Termignoni, la piccola "finestra" nel cupolino per la telecamera on-board, la punzonatura sul telaio tipica delle moto da corsa, i registri della forcella Ohlins, la strumentazione con il logo Yamaha all'interno del contagiri e le gomme con l'effetto "usura".
Anche i dettagli del pilota sono estremamente curati: mi riferisco in particolare alla disposizione dei vari sponsor sulla tuta e alle grafiche del casco, perfettamente replicate.

Bravissimi!

Francè



















Max Biaggi 2002:






Foto: Max Moto Modeling, Mc News, Yamaha Racing e Motogp.com

Monday, September 28, 2009

Ducati "Super" GTS 900 Special 1978

Ho già avuto modo di presentarvi, precedentemente, fantastiche motociclette non proprio recenti che grazie alle amorevoli cure dei loro proprietari, sono tornate a nuova vita non solo dal punto di vista estetico ma anche meccanico.
Le realizzazioni che vi ho illustrato erano basate per lo più su moto giapponesi e costruite da appassionati della stessa nazionalità. Sono contento quindi di mostrarvi una splendida reinterpretazione della Ducati GTS 900 del 1978, costruita dal canadese Rene Waters.

La Ducati GTS 900 nasce nel 1978 e può essere considerata l'ultima evoluzione delle bicilindriche della serie "860" contraddistinte, oltre che dallo splendido bicilindrico con distribuzione comandata da alberelli e coppie coniche, anche da una linea creata dal noto designer automobilistico Giugiaro che riscosse ben poco successo rispetto alle linee pulite ed eterne delle precendenti bicilindriche 750 che la serie delle "860" aveva sostituito.

Ducati GTS 900 1978:

Rene Waters ha rivisitato la sua GTS installando particolari provenienti dalla recente produzione della gamma classic Ducati come cerchi a raggi, strumentazione, forcella, freni, fari e comandi manubrio. Oltre a questi elementi, la moto ha ricevuto aggiornamenti al telaio, è stata dotata del serbatoio e dei fianchetti laterali della Ducati 750 Sport del 1973 e di ammortizzatori posteriori Ohlins regolabili.
La particolare livrea di colore giallo della Ducati Sport 1000 del 2005 (che rendeva "omaggio" a sua volta al giallo ocra della Sport 750 del 1973), ha incrementato il fascino di questa bicilindrica che ha conosciuto una vera e propria rinascita.
Volevo cogliere la vostra attenzione su particolari quali i filtri aria "a fungo" sui carburatori, gli specchietti retrovisori al manubrio, le nuove pedane, gli splendidi scarichi Conti, e anche il comando frizione, di tipo idraulico.

Osservando questa realizzazione, ho pensato ad un'ipotetica nuova gamma "classic" Ducati, con lo splendido motore progettato dal genio di Fabio Taglioni, magari aggiornato solo nelle normative e nell'estetica per contenere i costi.
Solo follia?

Francè









Foto: Ducati Meccanica e Ducati Owners Club GB

Thursday, September 24, 2009

Vintage Brochures: Suzuki RG 500 1985 (F)

Le immagini in basso ritraggono la brochure del 1985 di una delle più famose supersportive che contribuiranno a scrivere, in maniera indelebile, la breve ma intensa storia delle due tempi stradali - repliche delle moto da corsa che correvano i gran premi negli anni '80.
Oltre ad essere molto ricca di informazioni, la brochure della Suzuki RG 500 raccoglie all'interno anche una sua "radiografia" che lascia intravedere i carburatori e solo una piccola parte del suo fantastico quattro cilindri "in quadrato".
Non ho trovato informazioni a riguardo, ma il catalogo probabilmente fu riservato al mercato inglese o americano.

Francè










Foto: suzukicycles.org

Tuesday, September 22, 2009

Harley XRCR "Yankee Cafè Racer" 1980 by Garage Company

La cafè racer di cui vi parlo oggi l'ho scovata casualmente sul sito della californiana "Garage Company" e devo ammettere di essere stato particolarmente colpito soprattutto dal suo look "ignorante", a cui ha contribuito certamente la sobria livrea completamente nera.
Questa black racer è stata realizzata prelevando accessori provenienti da diverse bicilindriche realizzate a Milwaukee: il telaio proviene dalla famosa XR 750 da dirt track mentre le sovrastrutture appartengono alla ricercatissima XLCR 1000 Cafè Racer del 1977-1979 (foto sotto).

Non ho trovato nessuna notizia riguardante la cilindrata del propusore, rivisto nelle teste dalla engineering americana "Yankee Engineuity".
I particolari su cui volevo catturare la vostra attenzione si concentrano prevalentemente nella strumentazione Smiths, nella ruota posteriore lenticolare, nel nuovo impianto frenante Performance Machine, negli spioventi semimanubri, e nel particolare percorso dei due scarichi.
A mio avviso eliminando la ruota lenticolare e utilizzando componentistica più moderna, quest'Harley sarebbe perfetta!

Francè











Foto: Garage Company e cmmilanese

Sunday, September 20, 2009

Talamo #25

"Roba da togliere il sonno.
E difatti dormo male da quando è arrivata.
Nera.
E Mammamia quanto mi piaci.
Qualche cosa t'ho cambiato. Per farti ancor più bella.
Via le frecce che ti ingrassavano. E via la sella posteriore.
Bello star da soli io e te.
E sul faro una visierona.
Per non farti andare il sole nell'occhione.
E le scarpone con le fascie bianche. Spudorate.
Te ne stai davanti a me e non guardi nessuno.
Lo sai che sei bella.
Io che ti conosco me ne accorgo.
Da come diventi più lucida ogni giorno che passa.
Una Fat Boy. Nera.
Una moto speciale. Amata.
Io e quelli che con me vivono la Numero Uno
a queste moto vogliamo bene.
Noi le smontiamo, le modifichiamo,
le curiamo quando sono malate.
Alcune le teniamo sempre con noi.
Perchè ogni tanto c'è un pezzettino di cuore che non si vende.
La Numero Uno ha una piccola collezione di circa
trenta motociclette.
Se qualche volta passate qui a Milano, venite a vederle."

Carlo Talamo

Friday, September 18, 2009

Moto Guzzi "Classic Le Mans 2009" by Dynotec

All'estero le moto italiane sono considerate alla stregua di "oggetti di culto" e i moltissimi appassionati che cavalcano le "nostre" belve sono li a dimostrarlo. Laverda, Moto Guzzi, Ducati, MV Agusta, sono marchi mitici che conservano un fascino che fa ancora breccia nel cuore degli appassionati di tutto il mondo.
La Moto Guzzi in particolare, è oggetto di trasformazioni di ogni genere, e i ragazzi tedeschi della Dynotec, da sempre noti nell'ambito del tuning delle bicilindriche prodotte a Mandello del Lario, hanno proposto ultimamente una cafè racer che mi ha colpito non solo per l'equipaggiamento sportivo, ma anche per le forme classiche, da pura cafè racer.

Le informazioni presenti sul sito, purtroppo, sono unicamente in lingua tedesca e non sono riuscito a comprendere bene l'entità delle modifiche, soprattutto quelle riservate al propulsore che non penso sia stato rivisto esclusivamente negli scarichi e nei carburatori.
Tuttavia, si possono scorgere componenti di assoluto rilievo, quali un inedito serbatoio in alluminio, i cerchi a raggi con canale nero Excel e mozzo anodizzato, nuovi freni a disco anteriori Braking "wave", gli ammortizzatori posteriori Ohlins, la forcella anteriore tradizionale di origine Triumph con piastre realizzate ad hoc, la sella monoposto con rifiniture in Alcantara, gli splendidi carburatori con cornetti in alluminio e i nuovi comandi al manubrio.
Molto bella la colorazione, anche se lo storico abbinamento "verde legnano - telaio rosso" probabilmente avrebbe esaltato in misura maggiore le forme di questa racer stradale.

Per uscire dalla crisi che attanaglia lo splendido marchio dell'Aquila, mi auguro che vengano prese in considerazione special di questo tipo per la creazione di nuovi modelli, soprattutto considerando non solo l'enorme patrimonio storico di cui gode la Guzzi, ma anche il fascino che il bicilindrico trasversale, soprattutto nella versione a due valvole, è in grado di emanare.
Purtroppo ho l'impressione che l'attuale dirigenza veda la Guzzi solo come un peso da cui liberarsi al più presto, e non come un marchio dalle eccezionali potenzialità.

Francè





















Foto: Dynotec

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