Sunday, May 8, 2011

Harley Super XR 1200 Quicksilver by Sundance Enterprises Inc.

Al Cafè avete già avuto modo di osservare le Harley Davidson preparate dal quel fantastico atelier giapponese che risponde al nome di Sundance Enterprises Inc.

La "Super XR 1200 Quicksilver", costruita nel 2010, è una delle ultime creature nate dalla società che fa capo a Zak Shibazaki. La base di partenza è una Sportster 883 del 1994, che ha ricevuto modifiche alla ciclistica e un motore Sportster da 1200 cc del 1995, pesantemente rivisto al fine di ottenere un deciso incremento prestazionale.

Il telaio, rinforzato per ottenere maggiore rigidità laterale e torsionale, lavora con un nuovo forcellone "triple box section" in alluminio. Il pivot è riposizionato.
La forcella è una Ohlins da 43 mm mentre gli e ammortizzatori posteriori sono marchiati Sundance.
Entrambe le ruote, con un diametro di 17 pollici, sono prodotte dalla Dymag, mentre il reparto frenante consta di: pinze AP a 4 pistoncini con dischi Brembo all'anteriore e di una pinza Brembo a due pistoncini con un disco Yamaha, da 210 mm, al retrotreno.

Il motore è stato rivisto internamente, in ogni area: il twin della Quicksilver è in grado di sprigionare 100 cv @ 6000 giri con una coppia di 13 kgm @ 5.500 giri. Queste prestazioni sono rese possibili con l'adozione di nuove camme Sundance, pistoni Wiseco su specifiche Sundance, bielle Carillo, e valvole, teste e cilindri di provenienza Sundance. Completano l'ultraperformante kit anche i nuovi carburatori Keihin FCR, il filtro aria K&N, la nuova iniezione Daytona Twin Tec 1005 (rimappata da Sundance) e un nuovo impianto di scarico completo, con nuovi terminali. La frizione è marchiata Barnett.

Il look della moto è molto moderno e davvero gradevole. Apprezzo molto l'andamento dei collettori di scarico dal lato sinistro, il nuovo serbatoio in alluminio e un pò meno il codone, troppo "dirt track style" e, secondo me, poco integrato al resto.

Davvero una gran bella moto.
Francè








Foto: Knucklebuster

Wednesday, May 4, 2011

Visita alla Starline

"Quando sei dalle parti di Pesaro, sei il benvenuto!!" mi disse Roberto. "Se un giorno capiterai per Pesaro vieni a trovarci " ribadì Giacomo.
E così, avendo la possibilità di "salire" nel capoluogo marchigiano per il corso sulle sospensioni tenuto dai ragazzi dell' Andreani Group ho accettato con immenso piacere l'invito di Roberto Marchionni, titolare della Starline, e del suo braccio destro, Giacomo.

Grazie a questi ragazzi cordialissimi e gentilissimi ho avuto la possibilità di vedere dal vivo molti caschi che, credetemi, non avrei mai pensato essere cosi belli e curati fin nei minimi dettagli.
Per un appassionato di caschi quale sono è stata un'esperienza mistica, che ricorderò per sempre.

Oltre a splendidi integrali realizzati per i più forti piloti del mondo, ho scoperto l'esistenza di nuovi caschi mai indossati e quindi, purtroppo, sconosciuti. La pazienza che Roberto e Giacomo hanno avuto nei miei confronti mi ha permesso di fotografare alcuni di questi capolavori di cui vi proporrò le immagini successivamente in post dedicati: sono una chicca che credo vi farà davvero molto piacere.

Vi propongo in basso una gallery di caschi, alcuni molto rari, che ho fotografato da vicino. Vedremo prossimamente nel dettaglio tutti i particolari di questi "racing helmets" che avrete visto magari in un'unica occasione, di sfuggita, ed a cui voglio rendere il giusto tributo.

Chiudo il post ringraziando ancora Roberto e Giacomo per le splendide ore vissute in uno dei centri grafici più titolati nel mondo del motociclismo.

Francè












Fonte: Racing Helmets Garage

Tuesday, May 3, 2011

Husqvarna Krook Street Racing by David Andersson

Dopo la Ktm Supermoto trasformata in cafè racer dall'americano Roland Sands, oggi vi mostro una bella tracker realizzata in Svezia partendo da una Husqvarna SMR 570.

L'artefice di questa trasformazione è David Andersson: della monocilindrica originaria non ha conservato che pochi elementi, tra cui il più importante è certamente il motore. David, dopo aver smontato la sua Husky in garage, si è accorto ben presto che la moto non poteva essere trasformata secondo i suoi desideri con pochi interventi.

Dopo aver contattato un costruttore di telai, David ha aperto un blog per documentare passo passo i progressi che la moto stava compiendo. L'Husky, nata anche con il contributo degli appassionati che hanno seguito virtualmente i lavori, è una delle poche special che si trovano in rete del marchio svedese, ora in mano alla tedesca Bmw.

Tra i particolari che hanno catturato la mia attenzione, oltre al gruppo telaio forcellone, vi è il nuovo impianto di scarico con terminale SuperTrapp, la ruota a raggi anteriore e la posteriore in lega (Performance Machine), il nuovo serbatoio, le manopole a "botticella" e il disco anteriore wave (Braking). Nuova anche la forcella, prelevata da una Suzuki GSX-R 750 K6.

La Ktm di Roland Sands e anche questa Husqvarna, sono realizzazioni davvero ben eseguite ma certamente non economiche.
Al momento l'unica dirt track sulla falsariga di questa Husky è costruita dall'italiana Zaeta: questo segmento di mercato, ancora praticamente inesplorato, potrebbe dar vita in futuro ad un nuova nicchia di moto senza fronzoli, che coinvolgerebbe propulsori fino a poco tempo fa prettamente utilizzati su moto molto specialistiche e per lo più adatti a circuiti off-road/supermotard.

Francè










Foto: Bike Exif e Krook Street Racing

Sunday, May 1, 2011

Yamaha RZ 250 by Hayashi Custom

Ricordate i bozzetti di Oberdan Bezzi che raffiguravano moto sportive, caratterizzati da un palese richiamo a splendide moto da corsa degli anni passati?



Questi disegni mi sono venuti in mente quando ho scoperto questa bella realizzazione dell'atelier nipponico Hayashi Custom, che ha realizzato questa moto miscelando un telaio europeo e un famoso bicilindrico parallelo nipponico, a due tempi, utilizzato dalla Yamaha negli anni '80 per equipaggiare l'RD 250 LC (in Giappone RZ).

Sul sito da cui ho preso le immagini, purtroppo non si riesce a comprendere la portata delle modifiche effettuate: il telaio in tubi e il forcellone dovrebbero essere unità dello specialista olandese Niko Bakker ed il motore raffreddato a liquido, rivisto in alcuni particolari.

La parte del leone spetta al look, old style: splendido il cupolino con il faro tondo e il plexiglass molto esteso. Migliorabile invece il serbatoio, decisamente troppo voluminoso e sproporzionato nella vista laterale. Dal punto di vista ciclistico invece, oltre al nuovo telaio, si scorgono nuovi freni a disco, una nuova forcella con relative piastre e cerchi Marchesini a tre razze.

Superba!

Francè










Foto: Bikebros.co.jp

Tavole: Motosketches

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